Regno Unito: aperta la strada a ulteriori deportazioni - Amnesty International Italia

Regno Unito: aperta la strada a ulteriori deportazioni

19 febbraio 2009

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Regno Unito: Amnesty International preoccupata per una decisione della Camera dei Lord, che apre la strada a ulteriori deportazioni

CS023: 19/02/2009

Amnesty International ha accolto con forte preoccupazione la decisione di ieri della Camera dei Lord, il massimo organo di giustizia del Regno Unito, con cui si autorizza il governo di Londra a deportare persone verso paesi nei quali esse rischieranno di subire gravi violazioni dei diritti umani, compresi i maltrattamenti e la tortura.

Il governo britannico sta tentando di deportare due persone, che nei procedimenti penali sono indicate rispettivamente come ‘RB’ e ‘U’, in Algeria, e una terza persona, Omar Othman (conosciuta anche come Abu Qatada), in Giordania. In tutti e tre i casi le autorità di Londra stanno facendo affidamento su assicurazioni diplomatiche fornite dai governi di Algeri e Amman, per ridurre il rischio, di cui il governo di Londra è consapevole, che le tre persone siano sottoposte a gravi violazioni dei diritti umani nei paesi di destinazione.

Sarebbe profondamente preoccupante se la decisione della Camera dei Lord venisse interpretata dal governo come un segnale di luce verde per deportare persone verso paesi in cui rischieranno di subire torture e processi irregolari‘ – ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa e Asia centrale di Amnesty International. ‘Le assicurazioni diplomatiche sono prive di qualunque valore legale e pertanto sono inaffidabili‘.

Secondo Amnesty International, basandosi su questo genere di assicurazioni il governo britannico sta indebolendo il sistema dei trattati internazionali sui diritti umani, compreso il divieto assoluto nei confronti dei maltrattamenti e della tortura, privilegiando accordi bilaterali negoziati con paesi già noti per il mancato rispetto dei propri obblighi internazionali di prevenire e punire i maltrattamenti e la tortura.

Nessuno dovrebbe essere deportato e andare incontro al rischio di tortura, a prescindere da cosa abbia o sia sospettato di aver fatto. Gli stati non possono selezionare a quali persone spettino i diritti umani e a quali no‘ – ha proseguito Duckworth.

Se le tre persone in questione sono ragionevolmente sospettate di aver commesso reati penali legati al terrorismo, il Regno Unito può sempre incriminarle e sottoporle a un processo equo. Quello che non è accettabile è usare il sospetto di terrorismo per giustificare l’invio di una persona verso un paese in cui correrà il rischio concreto di subire torture e altre gravi violazioni dei diritti umani‘.

Da anni il Regno Unito tenta di deportare persone ritenute una minaccia per la sicurezza nazionale. Per questo, ha richiesto le cosiddette assicurazioni diplomatiche ai paesi di destinazione, nei casi in cui le persone in questione possano essere a rischio di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui maltrattamenti, torture e processi iniqui.

FINE DEL COMUNICATO                                                                Roma, 19 febbraio 2009

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