Regno Unito/Irlanda del Nord: nessuna inchiesta dopo 25 anni dall'uccisione di Finucane - Amnesty International Italia

Regno Unito/Irlanda del Nord: nessuna inchiesta dopo 25 anni dall’uccisione di Finucane

11 febbraio 2014

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Nel venticinquesimo anniversario dell’uccisione di Patrick Finucane, Amnesty International ha rinnovato l’appello al governo britannico affinché sia effettuata un’inchiesta pubblica indipendente sulle circostanze della sua morte. Il rifiuto di avviare un’inchiesta pubblica indipendente sull’uccisione di Patrick Finucane è sintomatico di un più ampio fallimento del governo britannico, che non si dimostra all’altezza di rispettare il proprio obbligo di affrontare le conseguenze delle violazioni dei diritti umani e degli abusi del passato in Irlanda del Nord.

Il 12 febbraio 1989, Patrick Finucane, un noto avvocato penalista e per i diritti civili, fu ucciso davanti alla moglie e ai tre figli da paramilitari lealisti nella sua casa di Belfast. Fu colpito per 14 volte e anche la moglie Geraldine venne ferita, molto probabilmente da un proiettile di rimbalzo. L’Associazione per la difesa dell’Ulster/Combattenti per la libertà dell’Ulster (Ulster Defense Association/Ulster Freedom Fighters – Uda/Uff) rivendicò l’attentato. In seguito, emersero prove ampie e convincenti che l’omicidio di Patrick Finucane era avvenuto nel contesto di una diffusa collusione dello stato con gruppi paramilitari lealisti.

Nell’ottobre 2011, il governo britannico commissionò a sir Desmond de Silva QC una revisione di tutte le prove disponibili. Il rapporto de Silva, pubblicato nel dicembre 2012, identificò diverse modalità di collusione dello stato e dei suoi agenti nell’omicidio Finucane, tra cui:

  • aver fornito informazioni a paramilitari lealisti, compresa l’Uda;non aver adottato alcun provvedimento dopo aver saputo delle minacce di attentati a Patrick Finucane da parte dei paramilitari lealisti;
  • aver giocato ‘ruoli chiave’ nell’uccisione, anche facilitando l’accesso all’arma del delitto;
  • essersi rifiutati di indagare, arrestare e perseguire, all’epoca del fatto, esponenti dell’Uda, sebbene vi fossero le prove della loro colpevolezza;
  • aver coperto per due decenni la collusione nell’omicidio di Finucane.

Nonostante l’adozione di una definizione di collusione eccessivamente ristretta e limitata, il rapporto de Silva constatò inequivocabilmente che vi era stata collusione. Le conclusioni del rapporto, invece di cancellare l’esigenza di un’inchiesta pubblica, ne rafforzarono ulteriormente l’urgenza. Ciò che la revisione mise in luce andò ad aggiungersi a quanto era già di dominio pubblico ed evidenziò la portata della collusione, che è questione di rilevante interesse pubblico. Un’inchiesta pubblica potrebbe esaminare ulteriormente la portata, le proporzioni e i metodi del sistema di violazioni e la catena di responsabilità relativamente alla collusione, compreso il potenziale ruolo di membri e funzionari del governo.

Nel dicembre 2012, il primo ministro britannico riconobbe ‘lo scioccante livello di collusione dello stato’ nell’uccisione di Patrick Finucane e si scusò pubblicamente con la famiglia. Nonostante questi riconoscimenti, il governo britannico resta fermo nel suo rifiuto di ordinare un’inchiesta pubblica sull’omicidio, invocando ripetutamente il timore di ‘indagini costose e senza fine’ sulle violazioni dei diritti umani e le violenze del passato in Irlanda del Nord.

Il figlio di Patrick Finucane, John, egli stesso avvocato, ha dichiarato ad Amnesty International: ‘Oggi ricorre il 25° anniversario dell’assassinio di mio padre Patrick Finucane. [ … ] Anche se oggi sappiamo molto di quanto era stato precedentemente occultato, è chiaro che la piena verità e le circostanze dell’omicidio di mio padre devono ancora essere rivelate. La relazione de Silva è un esame scioccante e inquietante di ciò che accadde in Irlanda negli anni Ottanta e Novanta. Come nel caso di mio padre, molte altre vite sono state annientate e, senza dubbio, da allora la società e il sistema giudiziario penale irlandesi hanno fatto molti passi avanti. Tuttavia, ancora oggi il passato è un argomento divisivo e scottante nella nostra società. Il governo britannico accresce questo profondo senso di sfiducia ogni volta che continua a rinnegare la sua promessa di avviare un’inchiesta pubblica completa sull’uccisione di Pat. Anche dopo 25 anni, continuiamo a sentire la profonda perdita personale, eppure restiamo convinti che il modo migliore per onorare ciò per cui mio padre lottò in vita e ciò che rappresenta la sua morte, è quello di continuare la nostra campagna per la verità e la giustizia‘.

Gli obblighi del Regno Unito ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani, in particolare l’articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti umani (Cedu), sono chiari: deve istituire un’inchiesta indipendente, approfondita e imparziale sull’uccisione di Patrick Finucane, senza ulteriori ritardi.

Contesto
L‘accordo di Weston Park siglato nel 2001 tra i governi di Regno Unito e Irlanda comprendeva la decisione di nominare congiuntamente una figura giudiziaria internazionale per esaminare sei casi principali in cui si presumeva esservi stata collusione, tra cui l’uccisione di Patrick Finucane: ‘nel caso in cui sia raccomandata un’inchiesta pubblica per ogni caso, il relativo governo attuerà tale raccomandazione’. Il giudice Cory presentò i suoi rapporti nell’ottobre 2003, ma le autorità britanniche li pubblicarono soltanto sei mesi dopo, annunciando contemporaneamente l’istituzione di inchieste pubbliche per altri tre casi. Tuttavia, nonostante l’inequivocabile conclusione del giudice Cory – secondo cui nel caso di Patrick Finucane, ‘pote[va] servire solo un’inchiesta pubblica’ – e una promessa da parte del governo che, se il giudice Cory avesse raccomandato un’inchiesta pubblica questa sarebbe stata avviata, a oggi non vi è mai stata un’indagine indipendente, imparziale, efficace e approfondita in merito al suo omicidio. Negli altri tre casi riguardanti il Regno Unito – le uccisioni di Rosemary Nelson, Robert Hamill e Billy Wright – le inchieste pubbliche hanno avuto luogo e tutte e tre hanno portato a termine i loro rapporti (sebbene nel caso di Robert Hamill, il rapporto non sia stato ancora pubblicato poiché vi è un procedimento penale pendente). Nella Repubblica d’Irlanda, il tribunale di inchiesta Smithwick ha recentemente concluso l’indagine sulla collusione della polizia irlandese (Garda Síochána) in merito all’uccisione di due agenti del corpo di polizia dell’Irlanda del Nord (Royal Ulster Constabulary – Ruc).
Nel 2003, Kenneth Barrett, un ex paramilitare lealista, fu condannato per l’omicidio di Patrick Finucane. Poiché si dichiarò colpevole di 12 accuse, tra cui quella dell’omicidio Finucane, in tribunale non emersero informazioni significative sulla presunta collusione dello stato nell’uccisione, né sulla presunta conseguente copertura ufficiale.

Nel luglio 2003, la Corte europea dei diritti umani stabilì che ‘il procedimento in seguito alla morte di Patrick Finucane non è riuscito a compiere un’indagine rapida ed efficace sulle accuse di collusione del personale di sicurezza’ e che, di conseguenza, il governo britannico aveva violato l’articolo 2 della Cedu. In seguito a questa decisione, il governo britannico indusse la famiglia Finucane e il Comitato dei ministri (che sovrintende all’attuazione dei giudizi della Corte europea dei diritti umani) a credere che si sarebbe adeguato alla sentenza della Corte e avrebbe condotto un’inchiesta secondo quanto stabilito dalla Corte stessa.
Una prima indagine sull’omicidio di Patrick Finucane fu effettuata dal Ruc, che all’epoca operava in Irlanda del Nord. Nel settembre 1989, il commissario capo del Ruc incaricò sir John Stevens di indagare sulle accuse di collusione tra membri delle forze di sicurezza e paramilitari lealisti. John Stevens condusse tre indagini (conosciute come ‘Stevens 1’, ‘Stevens 2’ e ‘Stevens 3’) in merito alle accuse di collusione. Nel 2003 egli confermò che le sue indagini avevano scoperto prove di ‘collusione, deliberata omissione di tenuta di registri, assenza di responsabilità, occultamento di informazioni e prove, fino all’estremo di agenti coinvolti in omicidi’. I risultati completi delle tre indagini Stevens, tuttavia, sono rimasti segreti non soltanto all’opinione pubblica, ma anche alla famiglia Finucane e ai suoi avvocati. Nessuna delle indagini Stevens ha mai affrontato, in maniera pubblica, indipendente e imparziale, le accuse di collusione per l’uccisione di Patrick Finucane.

Nel giugno 2007, dopo un lungo ritardo, il direttore della Pubblica accusa per l’Irlanda del Nord annunciò che non sarebbero state formulate ulteriori accuse a seguito della revisione del materiale presentato nell’indagine ‘Stevens 3’.

A ottobre 2011, l’allora segretario di stato per l’Irlanda del Nord, Owen Paterson, rese noto che il governo britannico aveva incaricato sir Desmond de Silva QC di condurre un riesame documentale delle prove riguardanti l’omicidio. Il rapporto del riesame è stato pubblicato nel dicembre successivo.

Nel settembre 2013, Amnesty International ha pubblicato un rapporto intitolato ‘Irlanda del Nord: è tempo di affrontare il passato’, che ha preso in esame le attività degli organismi attualmente impegnati nell’indagine dei passati abusi dei diritti umani commessi da gruppi armati e delle violazioni dei diritti umani commesse da attori statali durante i tre decenni di violenze politiche. Il rapporto ha concluso che i meccanismi di indagine esistenti erano intrinsecamente carenti e che troppo spesso non erano riusciti a ristabilire la verità e la giustizia per le vittime e per le loro famiglie. Amnesty International ha chiesto un nuovo approccio globale agli eventi del passato che sarebbe in grado di indagare pienamente ed efficacemente le violazioni e gli abusi commessi da tutte le parti e contribuirebbe a garantire verità e giustizia per le vittime.