'Rendition': il Consiglio d'Europa chiede di porre fine ai trasferimenti illegali di prigionieri - Amnesty International Italia

‘Rendition’: il Consiglio d’Europa chiede di porre fine ai trasferimenti illegali di prigionieri

6 giugno 2006

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‘Rendition’: Amnesty International apprezza la richiesta del Consiglio d’Europa di porre fine ai trasferimenti illegali di prigionieri

CS56-2006: 07/06/2006

Amnesty International ha espresso il proprio apprezzamento per il forte e chiaro segnale inviato oggi dal Consiglio d’Europa ai governi europei e a quello statunitense. Il rapporto presentato oggi da Dick Marty, relatore dell’Assemblea parlamentare dell’organismo, dice a chiare lettere che la ‘ragnatela’ che gli Usa hanno sviluppato al di fuori della legalità è ‘contraria ai basilari principi legali’, poiché si fonda su ‘sparizioni’, detenzioni arbitrarie, trasferimenti illegali, torture e maltrattamenti.

Il rapporto del Consiglio d’Europa conferma quanto riscontrato da Amnesty International, e cioè che parecchi casi di ‘rendition’ si sono verificati con il coinvolgimento o la cooperazione di Stati membri. Inoltre, fornisce ulteriori informazioni sulla possibile presenza di centri segreti di detenzione in Romania e Polonia e chiede alle autorità di questi due paesi di svolgere indagini esaurienti e indipendenti senza ulteriore ritardo.

Le raccomandazioni del Consiglio d’Europa ricalcano le richieste di Amnesty International. In particolare, gli Usa e i paesi europei devono porre fine alle ‘rendition’ e condurre indagini esaurienti e indipendenti su queste pratiche, assicurando che i servizi segreti nazionali e stranieri saranno chiamati a rispondere del proprio operato.

Amnesty International chiede inoltre agli Usa, ai paesi europei e a ogni altro paese implicato nelle detenzioni segrete o nei trasferimenti di prigionieri, di garantire un risarcimento alle vittime di queste gravi violazioni dei diritti umani.

Il quadro inquietante che emerge dal rapporto di Dick Marty sottolinea la necessità che gli Stati rispettino e garantiscano i diritti umani in ogni misura adottata per prevenire il terrorismo. Non farlo, si legge nel rapporto, significa ‘rafforzare coloro il cui scopo è di distruggere l’ordine sociale, legale e politico’.

Come affermato dallo stesso Marty, la ricerca della verità sulle ‘rendition’ e sulle detenzioni segrete non può e non deve finire con la pubblicazione del suo rapporto. Gli Usa e i paesi europei devono svolgere indagini esaurienti e fare piena chiarezza di fronte al Consiglio d’Europa e al Parlamento europeo.

FINE DEL COMUNICATO                                                                   Roma, 7 giugno 2006

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