Repubblica Democratica del Congo, perseguitati i difensori dei diritti umani - Amnesty International Italia

Repubblica Democratica del Congo, perseguitati i difensori dei diritti umani

17 febbraio 2010

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Repubblica Democratica del Congo: Amnesty International chiede di porre fine alla persecuzione dei difensori dei diritti umani

CS016: 17/02/2010

Amnesty International ha chiesto oggi al governo della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) di proteggere i difensori dei diritti umani dal rischio di essere arrestati arbitrariamente dalle forze di sicurezza e dalle costanti minacce di morte. L’organizzazione ha diffuso le storie di otto importanti difensori dei diritti umani dell’Rdc, sottolineando il pericolo che la persecuzione ai loro danni possa aumentare in vista delle elezioni del 2011.
 
Il governo di Kinshasa deve riaffermare il diritto alla libertà di espressione e assicurare che i difensori dei diritti umani siano protetti dalle minacce, dalle aggressioni e dagli arresti arbitrari. Molti di loro vengono arrestati solo per aver parlato a nome di altre persone‘ – ha dichiarato Andrew Philip, ricercatore di Amnesty International sull’Rdc.
 
Golden Misabiko, direttore della sede del Katanga di un’organizzazione nazionale per i diritti umani, è stato arrestato nel luglio 2009 dall’Agenzia nazionale per la sicurezza (Anr) dopo la pubblicazione di un rapporto che denunciava il coinvolgimento di esponenti degli apparati di sicurezza nell’estrazione illegale di uranio altamente radioattivo e di altri minerali dai giacimenti di Shinkolobwe, nella provincia del Katanga.
 
Dopo quasi un mese di detenzione preventiva, Misabiko è stato condannato a un anno di carcere per ‘diffusione di false informazioni’. Il suo avvocato sta cercando di far annullare la sentenza. Misabiko ha gravi problemi allo stomaco, soffre continuamente di nausea ed è provato dalle durissime condizioni detentive. È stato costretto a pagare delle guardie per poter dormire su un cartone, fuori da una cella sovraffollata e lurida.

Robert Ilunga, attivista di base e direttore di un’organizzazione per i diritti umani di Kinshasa, è stato arrestato dall’Anr nel settembre 2009 e se ne sono perse le tracce per nove giorni, dopo la diffusione di un comunicato stampa in cui si denunciavano le dure condizioni lavorative degli operai di una fabbrica di ghiaia a Kasangulu, nella provincia del Bas – Congo.
 
L’Anr è il principale organismo responsabile degli arresti e delle intimidazioni ai danni dei difensori dei diritti umani. Amnesty International riceve regolarmente denunce sulle torture praticate nei centri di detenzione dell’Agenzia.
 
Il ruolo dei difensori dei diritti umani è fondamentale per attirare l’attenzione sulle violazioni dei diritti umani. L’aumento della persecuzione rende più difficile portare avanti questo importante lavoro‘ – ha sottolineato Philip.
 
I dirigenti di quattro organizzazioni per i diritti umani di Lubumbashi, nella provincia del Katanga, ricevono minacce anonime via sms a partire dallo scorso settembre, in concomitanza col lancio della campagna in favore del loro collega Golden Misabiko.
 
Non so per quanto tempo riuscirò a sopportare lo stress e la sofferenza mentale causati da queste minacce, ma ogni giorno resisto alla tentazione di tornare a una vita normale con la mia famiglia. Mi rifiuto di essere intimidito al punto da dover sospendere il mio lavoro‘ – ha dichiarato un difensore dei diritti umani ad Amnesty International.
 
Grégoire Mulamba, uno dei quattro difensori dei diritti umani che stavano svolgendo la campagna in favore di Golden Misabiko, è stato rapito il 18 ottobre scorso dopo essere uscito dal suo ufficio. Il taxi che doveva riportarlo a casa ha cambiato tragitto. A quel punto, un altro passeggero ha puntato una pistola contro Mulamba e lo ha bendato. Dopo 20 minuti di percorso, Mulamba è stato scaraventato fuori dalla vettura e lasciato in un cimitero alla periferia di Lubumbashi.

Gli altri tre difensori dei diritti umani, Timothee Mbuya, Emmanuel Umpula e Dominique Munongo, sono stati costretti a lasciare Lubumbashi per un mese. Sono rientrati a ottobre per proseguire il loro lavoro, nonostante l’aumento delle minacce di morte.
 
Le dichiarazioni dei difensori dei diritti umani, secondo i quali le minacce e gli arresti sono aumentati considerevolmente nel corso del 2009, trovano conferma nei rapporti degli osservatori delle Nazioni Unite presenti nell’Rdc.
 
Nel corso dell’Esame periodico universale cui il Consiglio Onu dei diritti umani ha sottoposto l’Rdc, lo scorso dicembre, alcuni stati hanno espresso preoccupazione per la situazione dei difensori dei diritti umani nel paese. Il governo di Kinshasa ha successivamente dichiarato che avrebbe dato seguito alle raccomandazioni dell’Onu affinché venissero ‘adottare ulteriori misure per proteggere i difensori dei diritti umani (…), assicurare indagini e procedimenti giudiziari nei confronti dei crimini e delle violazioni ai danni dei difensori dei diritti umani e dei giornalisti e adottare un quadro giuridico efficace per proteggere gli attivisti per i diritti umani secondo quanto prevede la Dichiarazione [delle Nazioni Unite] sui difensori dei diritti umani’.
 
Amnesty International sollecita il governo dell’Rdc a introdurre tempestivamente questi cambiamenti nelle leggi e nella prassi vigenti nel paese.
 
Leggi il rapporto ‘Human rights defenders under attack in the Democratic Republic of Congo’

FINE DEL COMUNICATO                                                              Roma, 17 febbraio 2010
 
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