Restiamo distanti fisicamente, ma restiamo uniti - Amnesty International Italia

Restiamo distanti fisicamente, ma restiamo uniti

17 marzo 2020

Tempo di lettura stimato: 3'

Durante una fase di allarme per la salute pubblica, le persone provano un misto di paura, rabbia e vulnerabilità, esacerbato dall’obbligo di rimanere chiusi in casa per giorni o settimane.

Sui social si parla di raccomandazioni per l’igiene individuale e se i governi dovrebbero prendere provvedimenti di chiusura o meno.

Il contenuto che Amnesty International vuole portare è l’idea fondante della solidarietà umana. Dobbiamo propagarla.

Le persone possono dover essere separate fisicamente, ma devono stare unite. Insieme, possiamo farcela e superare questo momento.

Se perdiamo la testa, litighiamo nei supermercati, siamo crudeli con i più vulnerabili e demonizziamo alcuni gruppi, perdiamo tutti quanti. Quello che la diffusione del Covid-19 ci sta insegnando è che siamo tutti globalmente connessi.

Durante crisi come queste, qualcosa può emergere. E questo può essere il momento giusto per dire basta alla demonizzazione e alla rabbia e mettere al loro posto l’empatia e la dolcezza.

Vogliamo tutti la stessa cosa: la fine di questi tempi di paura e di interruzione di rapporti.

Concentriamoci su quello che abbiamo in comune, su quello che possiamo fare per sostenerci gli uni con gli altri, su quello che questo periodo c’insegna a proposito del senso di umanità.

Questo messaggio ha un significato concreto se parliamo, per esempio, dell’impatto sproporzionato del virus sui gruppi più vulnerabili o quando prendiamo posizione contro il razzismo e la discriminazione.

Ecco alcune delle cose pratiche che possiamo chiedere:

  • fornire cure mediche a tutti;
  • prenderci cura gli uni degli altri, specialmente degli anziani;
  • pretendere dalle autorità informazioni accurate e tempestive;
  • non essere razzisti, siamo tutti sulla stessa barca;
  • stare dalla parte di coloro che prestano le cure mediche, il loro lavoro è fondamentale;
  • garantire a tutti la retribuzione per malattia;
  • non essere sconnessi dalla realtà e non usare termini tecnici: la salute è una questione di emozioni;
  • invece di parlare di leggi e obblighi, parliamo di diritti e solidarietà e della necessità di essere uniti e prenderci cura gli uni degli altri.