Rilasciare subito il blogger egiziano in sciopero della fame - Amnesty International Italia

Rilasciare subito il blogger egiziano in sciopero della fame

27 settembre 2011

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Amnesty International ha sollecitato le autorità egiziane a rilasciare immediatamente e senza condizioni Maikel Nabil Sanad, il blogger venticinquenne condannato a tre anni di carcere e che il 23 agosto ha iniziato uno sciopero della fame. Le sue condizioni di salute di sono aggravate dopo che la direzione del carcere gli ha confiscato un medicinale indispensabile per il cuore.

‘Dalla caduta del presidente Mubarak, il modo in cui vengono trattati i dissidenti pare essere cambiato poco’ – ha dichiarato Hassiba Haji Sahraoui, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord. ‘Maikel Nabil Sanad dev’essere rilasciato subito e senza condizioni. Nel frattempo, deve ricevere tutte le cure mediche necessarie’.

Il blogger era stato arrestato il 28 marzo nella sua abitazione al Cairo. Il 10 aprile era stato processato da un tribunale militare e condannato a tre anni di carcere per aver postato su Facebook e per aver diffuso, sul suo blog, bugie e voci infondate sulle forze armate.

Maikel Nabil Sanad aveva criticato l’esercito per aver usato la forza nei confronti delle persone che manifestavano pacificamente a piazza Tahrir e aveva denunciato di essere stato torturati dai militari quando, a febbraio, era stato arrestato.

L’appello contro il verdetto di primo grado è previsto il 4 ottobre.

Il 19 settembre Maikel Nabil Sanad ha ricevuto la visita dei familiari. Hanno riferito di averlo trovato deperito (il peso era calato da 60 a 48 chili) e che la direzione del carcere aveva sequestrato il medicinale per il cuore sostenendo che, essendo in sciopero della fame, non avrebbe potuto assumerla senza la supervisione di un cardiologo. Da allora, tuttavia, il cardiologo non si è mai presentato.

La famiglia di Maikel Nabil Sanad teme per la vita del ragazzo e chiede che, almeno fino all’appello del 4 ottobre, egli possa ricevere cure mediche in un ospedale privato. Suo fratello, Mark ha fatto sapere ad Amnesty International che ‘lo sciopero andrà avanti fino a quando non sarà liberato. Abbiamo rivolto numerose richieste alle autorità egiziane. Ora le consideriamo responsabili di qualunque cosa accadrà a Maikel’.

Mark Nabil Sanad ha detto ad Amnesty International che le guardie penitenziarie hanno messo della droga tra i suoi vestiti, per spaventarlo e spingerlo a terminare lo sciopero della fame.  Maikel Nabil Sanad ha consegnato la droga a un funzionario dell’ufficio del procuratore generale, che era andato a trovarlo in carcere.

Amnesty International considera Maikel Nabil Sanad un prigioniero di coscienza, detenuto solo per aver esercitato pacificamente il suo diritto alla libertà d’espressione. L’organizzazione è anche preoccupata per le minacce ricevute da Mark Nabil Sanad ad opera del personale del carcere, da quando egli ha iniziato a parlare in pubblico della vicenda del fratello.