Russia, Pussy Riot punita con l'isolamento dopo che ha denunciato le condizioni di prigionia - Amnesty International Italia

Russia, Pussy Riot punita con l’isolamento dopo che ha denunciato le condizioni di prigionia

24 settembre 2013

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La decisione di mettere in isolamento Nadezhda Tolokonnikova dopo che la detenuta aveva denunciato le condizioni del campo di lavoro di Mordova, è un ulteriore segno di quanto in Russia sia repressa ogni forma di libertà di parola.

In una lettera aperta diffusa il 23 settembre 2013, Nadezhda Tolokonnikova aveva reso noto di aver intrapreso uno sciopero della fame in segno di protesta per il trattamento ricevuto nella colonia penale in cui è detenuta da quasi un anno, tra cui l’obbligo di lavori forzati per lunghe in ‘un modo che ricorda la schiavitù’ e le minacce di morte ricevute da un dirigente del campo di lavoro e da altre detenute.

La direzione delle carceri sostiene che l’isolamento è una misura di sicurezza per la protezione della detenuta e che è meglio stare in isolamento che in una cella condivisa. Nadezhda Tolokonnikova ha fatto sapere al suo avvocato che nella cella si gela, manca l’acqua calda e c’è poca luce. Le regole interne della colonia penale prevedono che durante il giorno non possa stare seduta sul letto.

Temiamo che l’isolamento possa essere un’altra punizione inflittale per aver chiesto il rispetto dei suoi diritti. Le autorità dovrebbero indagare sulle sue denunce’ – ha dichiarato Sergei Nikitin, direttore dell’ufficio di Amnesty International di Mosca.

Nadezhda Tolokonnikova fa parte della punk band femminista Pussy Riot. È stata condannata a due anni di carcere per ‘teppismo basato su odio religioso’ dopo che il gruppo aveva eseguito una canzone di protesta nella principale chiesa ortodossa di Mosca, nel febbraio 2012. La sua collega Maria Alekhina sta scontando la medesima condanna a Nizhnii Novgorod, mentre la condanna di una terza Pussy Riot, Ekaterina Samutsevich, è stata sospesa in appello.

Questa vicenda è oltraggiosa sin dall’inizio. L’obiettivo non è altro che impedire il diritto alla libertà d’espressione delle esponenti del gruppo. Le autorità russe dovrebbero rilasciarle senza condizioni e annullare tutte le accuse nei loro confronti’ – ha concluso Nikitin.