Russia: scellerata tattica per marchiare come 'agenti stranieri' le organizzazioni della società civile - Amnesty International Italia

Russia: scellerata tattica per marchiare come ‘agenti stranieri’ le organizzazioni della società civile

1 dicembre 2013

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Il 27 novembre, per la prima volta, un tribunale russo ha ordinato a un’organizzazione non governativa di registrarsi come ‘agente straniero’, secondo quanto prevede una nuova scellerata legge che viene utilizzata per reprimere la società civile indipendente nel paese, ha dichiarato Amnesty International.

Il 27 novembre, in seguito a una richiesta del procuratore, il tribunale della città di Saratov ha ordinato al Centro per la politica sociale e gli studi di genere di registrarsi come ‘organizzazione che svolge le funzioni di un agente straniero’.

‘Le autorità russe stanno adottando questa nuova sinistra tattica per imporre la draconiana ‘legge sugli agenti stranieri’ alle organizzazioni della società civile in tutta la nazione’, ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.

‘La legge riecheggia la repressione dell’era sovietica e il suo solo scopo è calunniare e imbavagliare le voci della società civile indipendente in Russia, rendendo impossibile il loro lavoro’.

Dopo la promulgazione della legge un anno fa, le autorità russe hanno scatenato una massiccia campagna di ‘ispezioni’ nei confronti delle Ong indipendenti che ricevono fondi da donatori esteri e sono impegnate in ‘attività politiche’ non meglio definite. Da allora, diverse Ong si sono viste comminare multe esorbitanti per non essersi registrate come ‘agenti stranieri’ e almeno tre sono state costrette a chiudere.

Tuttavia, per un certo numero di casi in tutto il paese, i giudici hanno emesso verdetti favorevoli alle Ong che hanno contestato in tribunale l’obbligo di registrazione come ‘agente straniero’. Il provvedimento di Saratov segna il primo caso in cui un magistrato ha impiegato con successo una nuova tattica, che consiste nel procurarsi l’ordine di un tribunale per costringere la Ong a registrarsi come ‘agente straniero’.

‘Neppure nel difettoso sistema giudiziario russo le procure sono riuscite a imporre in modo uniforme l’assurda ‘legge sugli agenti stranieri’. Ora stanno provando una nuova tattica e questa recente decisione del tribunale fissa un pericoloso precedente’, ha concluso Dalhuisen.

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