Russia: uso della tortura nei centri di detenzione - Amnesty International Italia

Russia: uso della tortura nei centri di detenzione

23 novembre 2006

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Summit Unione europea – Russia: le richieste di Amnesty International in materia di diritti umani

CS 126-2006: 24/11/2006

Alla vigilia del Summit tra Unione europea (Ue) e Russia, in programma venerdì 24 novembre, Amnesty International ha diffuso un rapporto in cui denuncia l’ampio uso della tortura nei centri di detenzione russi. L’organizzazione chiede all’Ue di trasmettere al presidente Putin un messaggio ben più incisivo che in passato in tema di diritti umani.

Testimonianze verificate e documentazione medica dimostrano che la tortura è praticata in tutta la Russia. Il rapporto di Amnesty International denuncia il costante ricorso alle percosse e alle scariche elettriche e persino l’esistenza di ‘stanze dello stupro’ (equipaggiate con tavoli di metallo e manette per bloccare i polsi) per estorcere ‘confessioni’.

Un’altra strategia è quella di trasferire i sospetti, col pretesto del sovraffollamento, in centri di detenzione temporanei, dove gli stessi prigionieri eseguono pestaggi in cambio dell’ottenimento di privilegi. Le testimonianze rilasciate da ex detenuti parlano di squadre di sei prigionieri muniti di manganelli e bastoni.

Solo nel 2005, le organizzazioni non governative russe hanno documentato più di 100 casi di tortura in appena 11 regioni russe. Da questo computo è escluso il Caucaso del nord, dove Amnesty International segnala con estrema preoccupazione la pratica della detenzione in isolamento in centri segreti di prigionia.

Il rapporto di Amnesty International denuncia inoltre il diniego di diritti umani fondamentali, come quello all’assistenza legale o a una visita medica da parte di un dottore di propria scelta. L’attività investigativa della Procura generale è scarsamente efficace.

L’Ue deve pretendere che il presidente Putin dimostri di essere pronto ad affrontare questi problemi e a cambiare la situazione. Si tratta di un passo decisivo, in un momento in cui l’Ue sta intensificando le relazioni con la Russia attraverso il rinnovo del Partenariato strategico‘ – ha dichiarato Dick Oosting, direttore dell’ufficio di Amnesty International presso l’Ue.

Pertanto, l’organizzazione per i diritti umani chiede alla presidenza dell’Ue di cogliere l’opportunità di questo Summit per chiedere alla Russia di:

firmare e ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e favorire la visita, al più presto possibile, del Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura;
sviluppare standard per l’ufficio del Procuratore generale, per assicurare che le indagini sulle denunce di tortura siano tempestive, indipendenti e in linea con gli obblighi internazionali del paese;
garantire che i detenuti abbiano accesso all’assistenza legale e a un medico di propria scelta e che essi compaiano rapidamente di fronte a un giudice.

FINE DEL COMUNICATO                                                        Roma, 22 novembre 2006

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