Sessismo da tastiera online: le donne subiscono più attacchi rispetto agli uomini - Amnesty International Italia

Sessismo da tastiera online: le donne subiscono più attacchi rispetto agli uomini

16 Aprile 2020

Tempo di lettura stimato: 5'

Sui social, quasi un contenuto su quattro che ha come argomento “donne e diritti di genere” offende, discrimina o incita all’odio contro le donne (o una donna in particolare).

Il dato fa parte di una nostra ricerca più ampia, la terza sui discorsi d’odio sui social media, che ha preso in analisi i contenuti relativi a  20 personaggi noti italiani, 10 donne e 10 uomini. Tra questi Chiara Ferragni, Roberto Saviano, Laura Boldrini, Tiziano Ferro, Giorgia Meloni, Gad Lerner, Vladimir Luxuria, Saverio Tommasi e altri.

Sessismo da tastiera: i numeri

I commenti valutati sono stati 42.143. Dalla analisi è emerso che:

  • più di 1 commento su 10 risulta essere offensivo, discriminatorio o hate speech (14 per cento);
  • quando il tema oggetto del contenuto è “donne e diritti di genere” l’incidenza dei commenti offensivi, discriminatori o hate speech sale al 29%, quasi 1 su 3;
  • l’incidenza media degli attacchi personali diretti alle donne supera il 6%, un terzo in più rispetto a quella degli uomini (4%);
  • degli attacchi personali diretti alle donne, 1 su 3 risulta essere di carattere sessista (33%); per alcune delle influencer prese esame il dato arriva fino al 50% o al 71%;
  • negli attacchi personali alle donne il tasso di hate speech è 1,5 volte quello degli uomini: 2,5% contro 1,6%.

I risultati hanno evidenziato che quasi 1 contenuto su 4 su “donne e diritti di genere” offende, discrimina o incita all’odio contro le donne (o una donna in particolare). 1 commento sessista su 4 ha per tema le donne e i diritti di genere. I contenuti che generano più commenti sessisti, oltre a quelli su “donne e diritti di genere”, hanno per argomento principale l’influencer stesso (20,2 per cento), poi “immigrazione” (19,6 per cento) e, infine, minoranze religiose (15,5 per cento).

Sessismo da tastiera: le nostre preoccupazioni

Questi risultati rafforzano la nostra preoccupazione che alcune forme d’espressione, tipiche della negazione dei diritti fondamentali, continuino a trovare spazio online, in alcuni casi giustificate o persino amplificate e rivendicate da rappresentanti politici.

Alla luce di quanto emerso dalla nostra ricerca, riteniamo che il governo debba intervenire per varare misure utili a:

  • rafforzare le campagne di comunicazione e informazione in materia di rispetto dei diritti umani, con particolare attenzione alla condanna degli stereotipi e dei pregiudizi legati al genere e all’orientamento sessuale;
  • intensificare i programmi di educazione sul rispetto e la non discriminazione all’interno delle scuole;
  • condannare prontamente e in maniera risoluta tutti gli episodi di discorso d’odio, in particolare quelli veicolati da politici o soggetti che ricoprono cariche pubbliche;
  • promuovere la conoscenza diffusa, tra le associazioni della società civile, degli strumenti di tutela e sostegno alle vittime per incentivare l’emersione del fenomeno e assistere i soggetti in grado di agire in difesa delle vittime;
  • promuovere politiche volte all’educazione e responsabilizzazione di un uso consapevole della Rete da parte di tutti i cittadini.

Allo stesso tempo anche le piattaforme dei social network dovrebbero prevedere una percentuale adeguata di operatori incaricati di ricevere le segnalazioni per la rimozione tempestiva dei discorsi d’odio, intensificare l’attività di monitoraggio, predisporre adeguati strumenti per fornire rapidamente risposte condivise e ben fondate ai post di odio, fornire maggiore chiarezza su come identificare e segnalare gli abusi sulla piattaforme e condividere informazioni significative sulla natura e sui livelli di violenza e abuso contro le donne e su come rispondervi.

Sessismo da tastiera: la ricerca

Il progetto dedicato al monitoraggio e all’analisi dei discorsi d’odio sui social, che ha coinvolto circa sessanta attivisti affiancati da esperti nella valutazione dei contenuti, ha avuto come focus principale il “sessismo da tastiera”.