Italia: crudele sgombero forzato alla vigilia della Giornata Internazionale dei Rom

Italia: crudele sgombero forzato alla vigilia della Giornata Internazionale dei rom

7 aprile 2017

AMNESTY INTERNATIONAL/CLAUDIO MENNA

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Al termine dello sgombero forzato di centinaia di rom dall’insediamento di Gianturco, avvenuto questa mattina a Napoli, Catrinel Motoc, la campaigner di Amnesty International, ha rilasciato questa dichiarazione:

Alle 7 di questa mattina decine di agenti di polizia si sono presentati al campo di Gianturco per iniziare lo sgombero forzato. Per le 11, le uniche cose rimaste erano vestiti, giochi, suppellettili, materassi e bombole del gas che molti hanno dovuto abbandonare.

È stata una scena profondamente triste. Abbiamo visto persone buttate fuori con crudeltà da alloggi in cui nel corso degli anni avevano investito soldi per migliorarli, senza essere adeguatamente consultate né preavvisate, senza ricevere un risarcimento e in molti casi senza sapere dove andare.

Temendo uno sgombero violento, decine di famiglie avevano già lasciato Gianturco. Parte di quelli rimasti è salita sugli autobus diretti al campo segregato di container di via del Riposo, dove nel 2011 in un crimine d’odio era stato appiccato un incendio. Altri ancora sono senza un posto dove andare, fuori dall’ex campo coi loro beni personali, con la prospettiva di non sapere dove passeranno la notte.

Ci è stato permesso di assistere allo sgombero ma è una vergogna che i giornalisti non abbiano potuto entrare nel campo. Se le autorità non avevano nulla da nascondere, perché gliel’hanno vietato?

Gianturco è solo l’ultimo di una lunga serie di sgomberi forzati ai danni dei rom in Italia. Questa crudeltà deve cessare e le autorità italiane devono essere chiamate a rispondere dalla Commissione europea per la discriminazione e la segregazione cui continuano a sottoporre i rom.

Le autorità di Napoli devono garantire che le famiglie che sono state rese senzatetto questa mattina abbiano accesso a forme di assistenza d’emergenza tra cui un riparo adeguato, acqua, cibo e cure mediche eventualmente necessarie“, ha concluso Motoc.