Sì all'uguaglianza nei matrimoni civili, svolta storica in Irlanda - Amnesty International Italia

Sì all’uguaglianza nei matrimoni civili, svolta storica in Irlanda

24 maggio 2015

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Il 23 maggio 2015 l’Irlanda è diventata il primo paese al mondo a prevedere attraverso un referendum la piena uguaglianza nei matrimoni civili per tutte le persone, a prescindere dal loro orientamento sessuale. Il 62, 2 per cento delle elettrici e degli elettori che hanno partecipato al voto referendario ha detto sì, contro un 37,9 di no, a un emendamento alla Costituzione irlandese che recita: ‘Il matrimonio può essere contratto secondo la legge tra due persone senza distinzione relativa al loro sesso‘. L’Irlanda è diventata il 19esimo paese al mondo ad approvare la libertà di matrimonio per coppie dello stesso sesso e il primo a farlo attraverso un referendum popolare.

Amnesty International Irlanda ha svolto un’attiva campagna per il sì. Dal 2007, l’organizzazione non governativa per i diritti umani chiede a tutti gli stati di porre fine alla discriminazione, basata sull’orientamento sessuale o l’identità di genere, nei matrimoni civili. ‘La decisione presa dal popolo irlandese, mediante un referendum nazionale, è di enorme significato. Avrà ovviamente un profondo impatto qui in Irlanda ma anche nel mondo. Farà sapere alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate, ovunque siano, che loro, le loro relazioni e le loro famiglie contano, che hanno titolo agli stessi diritti umani dei loro fratelli e delle loro sorelle e alla piena e uguale protezione da parte della legge‘ – ha dichiarato Colm O’Gorman, direttore generale di Amnesty International Irlanda. ‘Questa decisione manderà un messaggio importante ai governi e agli stati che ancora continuano a discriminare le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate e a violare i loro diritti umani. Soprattutto, invierà un messaggio di speranza a tutti coloro che nel mondo si battono per la giustizia, per la libertà e per l’uguaglianza‘ – ha proseguito O’Gorman.

Il referendum si è svolto due anni dopo che la Convenzione costituzionale, un’assemblea di cittadini istituita dal governo irlandese, aveva raccomandato che la Costituzione venisse emendata per consentire i matrimoni tra coppie dello stesso sesso. La vittoria referendaria è stata il risultato di molti anni di campagne da parte dei gruppi della società civile, tra cui Uguaglianza nei matrimoni, il Consiglio irlandese per le libertà civili e Glen (Gay and lesbian equality network).

Amnesty International Irlanda è orgogliosa di aver preso parte a questa campagna e siamo felici per il risultato. Ci soddisfano particolarmente il tono e i messaggi della campagna, in larga parte affermativi, positivi e anche gioiosi, riflessi nell’energia e nell’impegno mostrati da molte migliaia di persone riunitesi dietro lo slogan ‘Sì all’uguaglianza’ in città, paesi e villaggi in tutta l’Irlanda, strada per strada, porta a porta. Hanno reso possibile la vittoria, che è la loro vittoria‘ – ha concluso O’Gorman.

Di fronte a un semplice quesito che riguardava equità, uguaglianza e rispetto, l’Irlanda ha detto sì. Il popolo irlandese si è schierato dal lato giusto della storia, preferendo la solidarietà al pregiudizio e inviando in questo modo un segnale positivo a tutti coloro che nel mondo lottano ancora per l’uguaglianza dei diritti‘ – ha sottolineato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.