Sierra Leone: alle donne in gravidanza ancora negate cure mediche salvavita - Amnesty International Italia

Sierra Leone: alle donne in gravidanza ancora negate cure mediche salvavita

5 settembre 2011

Tempo di lettura stimato: 6'

A oltre un anno di distanza dal lancio dell’Iniziativa ‘Cure mediche gratuite’, le ragazze e le donne in gravidanza della Sierra Leone continuano a incontrare serie difficoltà nell’accesso a medicinali e a cure cruciali per salvaguardare la gravidanza e il parto.

L’Iniziativa, avviata nell’aprile 2010, avrebbe dovuto garantire cure mediche gratuite, nei centri sanitari governativi,  a tutte le donne in gravidanza e in allattamento, nonché ai bambini e alle bambine fino al compimento del quinto anno di età. Tuttavia, un nuovo rapporto diffuso oggi da Amnesty International denuncia che a molte donne viene ancora chiesto di pagare, cosa che non sono in grado di fare.

Per molti aspetti, il sistema sanitario continua a funzionare male‘ – ha dichiarato Erwin van der Borght. ‘I dati forniti dal governo mostrano che dal lancio dell’Iniziativa, un numero maggiore di donne ha accesso a cure prenatali e partorisce nei centri sanitari. Tuttavia, molte donne continuano a dover pagare per ricevere medicinali essenziali e le donne e le ragazze povere hanno sempre un accesso limitato a cure mediche fondamentali nella gravidanza e nel parto‘.

Il governo della Sierra Leone ha adottato alcune misure per affrontare questa situazione, tra cui azioni per favorire l’accesso delle donne ai servizi sanitari, un aumento degli stipendi degli operatori sanitari e corsi di formazione aggiuntivi per questi ultimi. Tuttavia, rimane da fare molto altro.

Una carenza determinante nel sistema sanitario, che impedisce il successo di ogni riforma,  è l’assenza di sistemi efficaci di monitoraggio e di accertamento delle responsabilità‘ – ha proseguito van der Borght.

I programmi di monitoraggio esistenti sono scarsamente finanziati e sono rivolti a verificare il funzionamento di singole strutture, piuttosto che a determinare gli ostacoli che le donne affrontano nell’accesso a esse. Le donne e le ragazze non hanno a disposizione alcun effettivo strumento di ricorso quando i loro diritti umani vengono negati.

Una ragazza di 23 anni, che aveva appena partorito, ha raccontato ad Amnesty International: ‘Il mio piccolo continuava a piangere e ad avere la febbre alta. Mi hanno detto di pagare, altrimenti niente medicine. Mi hanno mandato via. Non so come denunciare tutto questo’.

Monitoraggio e accertamento delle responsabilità sono elementi fondamentali per la realizzazione del diritto alla salute e costituiscono la base per promuovere cambiamenti che permettano alle donne e alle ragazze di beneficiare del diritto alla salute materna e a partorire in condizioni di maggiore sicurezza.

Il governo ha preso alcune importanti misure per affrontare il problema, ma le carenze nel sistema di monitoraggio e accertamento delle responsabilità fanno sì che prestazioni professionali inadeguate e cattiva gestione proseguano senza sosta. Questo sistema ha anche permesso ad alcune persone di sfruttare la situazione e accaparrare scorte di medicinali‘ – ha concluso van der Borght.

Amnesty International ha apprezzato la risposta positiva del ministero della Salute e dei Servizi igienico-sanitari alla richiesta di un confronto sui contenuti del suo rapporto, ma insiste che le riforme previste debbano tradursi in azione.

Amnesty International chiede dunque al governo della Sierra Leone di rafforzare e istituire sistemi di monitoraggio e accertamento delle responsabilità per garantire che le donne e le ragazze possano accedere alle cure mediche e abbiamo a disposizione strumenti di ricorso efficaci quando i loro diritti umani siano violati.

Ulteriori informazioni

Il rapporto diffuso oggi fa parte di una campagna di Amnesty International che ha l’obiettivo di assicurare che le donne e le ragazze della Sierra Leone siano in grado di realizzare il loro diritto alla salute materna e i loro diritti sessuali e riproduttivi. Questa, a sua volta, fa parte di ‘Io pretendo dignità‘, la campagna globale lanciata da Amnesty International nel 2009 per denunciare e contrastare le violazioni dei diritti umani che producono e acuiscono la povertà.

Attraverso questa campagna, Amnesty International vuole promuovere il rafforzamento delle capacità delle donne e delle ragazze e la rimozione degli ostacoli alla realizzazione del loro diritto alla salute materna e dei loro diritti sessuali e riproduttivi.

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Scarica il rapporto in inglese

FINE DEL COMUNICATO                                                                Roma, 6 settembre 2011

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