Siria, l'opposizione armata attacca emittente televisiva - Amnesty International Italia

Siria, l’opposizione armata attacca emittente televisiva

27 giugno 2012

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Amnesty International ha condannato l’attacco contro gli uffici dell’emittente televisiva privata Ikhbariya che il 27 giugno, secondo fonti del governo siriano, ha ucciso tre giornalisti e quattro addetti alla sicurezza. L’attacco, avvenuto nella città di Drousha, 20 chilometri a sud di Damasco, è stato
rivendicato dall’opposizione armata.

Sebbene, da quando è iniziato il conflitto interno siriano, abbia trasmesso programmi in cui attribuiva la violenza nel paese a ‘terroristi’ e abbia mandato in onda ‘confessioni’ di presunti dissidenti, così come interviste a persone che accusavano vicini di casa e altre persone di essere ‘traditori’, Ikhbariya e altre strutture giornalistiche è un obiettivo civile e coloro che ci lavorano sono civili che, come tali, devono essere protetti dagli attacchi.

L’attacco contro la sede di Ikhbariya è avvenuto in concomitanza con l’ultimo aggiornamento da parte della Commissione indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite, secondo la quale negli ultimi tre mesi le forze governative siriane hanno commesso violazioni dei diritti umani ‘a un livello allarmante’.

La Commissione ha annunciato l’intenzione di proseguire le indagini sul massacro avvenuto a maggio nella città di Houla, dove vennero uccise oltre 100 persone: sulla base delle sue attuali conclusioni, la Commissione ritiene che ‘forze leali al governo possano essere state responsabili di molte delle
morti’. La Commissione non ha ancora ricevuto l’autorizzazione del governo a entrare in Siria,

Nel suo ultimo aggiornamento, la Commissione documenta la tortura e l’uccisione di soldati e di shabiha fatti prigionieri dall’opposizione armata così come il sequestro e l’uccisione di persone note per essere dalla parte del governo, delle forze armate e delle sue milizie o sospettate di esserlo.
Secondo la Commissione, la situazione rischia di peggiorare ulteriormente a seguito dell’intensificarsi degli scontri armati.

Amnesty International, che sta a sua volta indagando sugli abusi dei diritti umani commessi dall’opposizione, ha condannato senza riserve quanto riferito dalla Commissione e ha chiesto ai dirigenti di tutti i gruppi dell’opposizione armata di dichiarare pubblicamente che azioni del genere sono proibite e di fare tutto quanto in loro potere per assicurare che vi sia posta fine.

L’organizzazione per i diritti umani  ha sottolineato il bisogno urgente di rivedere il piano Annan, incluso il ruolo degli osservatori delle Nazioni Unite, che dovranno essere meglio equipaggiati e organizzati per poter garantire protezione dei diritti umani sul terreno.