Siria: necessaria inchiesta su notizie relative a una fossa comune a Dera'a - Amnesty International Italia

Siria: necessaria inchiesta su notizie relative a una fossa comune a Dera’a

18 maggio 2011

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Amnesty International ha sollecitato le autorità siriane ad avviare un’indagine immediata e imparziale sulle notizie relative al ritrovamento di almeno cinque corpi seppelliti nei pressi della città di Dera’a, con l’obiettivo di chiarire le circostanze della loro morte.

L’organizzazione per i diritti umani è stata informata da fonti locali che lunedì 16 maggio alcuni abitanti di Dera’a hanno rinvenuto una fossa comune senza segni d’identificazione, contenente i corpi di almeno cinque persone: ‘Abd al-Razaq Abazaid e i suoi quattro figli, Samer, Samir, Suliman e Mohamed Abazaid.

Le circostanze della morte di queste persone e lo stesso numero dei corpi disseppelliti rimangono da chiarire. Secondo altre fonti, i corpi rinvenuti sarebbero oltre 20.

Amnesty International ha compilato un elenco di almeno 622 persone uccise dalle forze di sicurezza siriane da quando, a marzo, sono iniziate in tutto il paese le manifestazioni in favore delle riforme. Dera’a, uno degli epicentri delle proteste, è sotto controllo militare da diverse settimane.

Domenica 15 maggio le forze di sicurezza hanno allentato il coprifuoco, consentendo agli abitanti di muoversi intorno alla città dalle 8 di mattina alle 5 di pomeriggio. Il giorno dopo, alcuni di loro hanno informato le forze di sicurezza di aver scoperto per caso i corpi in un luogo aperto che si trova alle spalle del cimitero della città. Erano stati gettati in una fossa praticata nel terreno e ricoperti di paglia e immondizia.

Le forze di sicurezza avrebbero assistito al tentativo di identificare i corpi. Le autorità di Damasco hanno invece negato l’esistenza di qualsiasi fossa comune a Dera’a, continuando ad attribuire l’organizzazione delle recenti proteste a ‘gruppi armati terroristi’ che vogliono rovesciare il governo.

Sebbene le circostanze in cui le persone in questione sono morte non siano chiare, un attivista locale ha segnalato ad Amnesty International che si tratterebbe di persone uccise dalle forze di sicurezza mentre cercavano di lasciare la città sotto assedio. In questo caso, si tratterebbe di esecuzioni extragiudiziali.

Amnesty International ritiene che le autorità siriane dovrebbero invitare esperti sui diritti umani delle Nazioni Unite per svolgere o collaborare allo svolgimento di indagini sulle centinaia di uccisioni e su altre gravi violazioni dei diritti umani verificatesi nelle ultime settimane.

L’organizzazione per i diritti umani ha recentemente chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di deferire la situazione della Siria alla Corte penale internazionale. Nel frattempo, la repressione contro chi manifesta in favore delle riforme continua in tutto il paese.

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