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La decisione di Russia e Cina di porre il veto, martedì 4 ottobre 2011, a una risoluzione del Consiglio di sicurezza il cui testo era stato già gravemente annacquato, è stata giudicata da Amnesty International ‘un tradimento scioccante’ nei confronti della popolazione siriana, che da oltre sei mesi subisce un bagno di sangue nelle strade e nei centri di detenzione.
Anche i paesi che si sono astenuti (Brasile, India, Libano e Sudafrica) devono assumersi la pesante responsabilità di aver consentito alla repressione contro il legittimo dissenso di proseguire incontrastata.
La risoluzione esprimeva condanna per la repressione nei confronti dei manifestanti e lasciava aperta la possibilità di introdurre sanzioni.
Amnesty International continua a chiedere al Consiglio di sicurezza di prendere misure più incisive verso la Siria, e in particolare di deferire la situazione alla Corte penale internazionale, imporre un embargo sulle armi verso il paese e di congelare i beni patrimoniali del presidente Assad e dei suoi più stretti collaboratori.
(4 ottobre 2011) Siria: campagna del governo contro i manifestanti siriani all’estero