Tempo di lettura stimato: 3'
Secondo le autorità di Ceuta si stima che oltre 60.000 persone, tra cui minorenni, abbiano attraversato il confine, arrivando dal Marocco nell’exclave spagnola di Ceuta. In merito a quanto accaduto e alla notizia della morte di 43 persone, Esteban Beltrán, direttore di Amnesty International Spagna, ha dichiarato:
“Stiamo seguendo la situazione con grande attenzione. Le autorità spagnole e marocchine devono porre i propri obblighi in materia di diritti umani al centro della risposta. Devono garantire l’accesso alla procedura d’asilo a tutte le persone che ne fanno richiesta e rispettare i diritti umani di tutte le persone migranti, senza discriminazioni e indipendentemente dalle modalità con cui sono arrivate”.
“L’elevato numero di persone giunte a Ceuta e le circostanze in cui sono avvenuti gli attraversamenti non devono far dimenticare che, secondo il diritto internazionale, il principio di non respingimento è assoluto e le espulsioni collettive sono vietate in ogni circostanza”.
“Tutto il personale impiegato deve agire nel rispetto del diritto e degli standard internazionali, anche per quanto riguarda l’uso della forza. Le autorità spagnole devono inoltre assicurare la disponibilità di risorse sanitarie e socioassistenziali adeguate a rispondere alle necessità delle persone arrivate, prestando particolare attenzione ai bisogni dei minorenni e di altre persone maggiormente a rischio di violazioni dei diritti umani”.
“Amnesty International chiede alle autorità spagnole di adottare tutte le misure necessarie per evitare che la risposta alla situazione produca conseguenze discriminatorie, in particolare sulle persone razzializzate e sui minorenni, e di condannare la diffusione di retorica razzista”.
La Spagna ha schierato unità dell’esercito a Ceuta in appoggio alla polizia e alla “Guardia Civil”. Secondo quanto riferito, migliaia di persone stanno dormendo in strada. Amnesty International continuerà a monitorare la situazione per verificare l’eventuale presenza di violazioni dei diritti umani nelle operazioni di controllo delle frontiere, tra cui l’uso eccessivo della forza e il mancato rispetto dell’obbligo di non respingimento.