Sri Lanka: migliaia di detenuti sulla base delle leggi antiterrorismo - Amnesty International Italia

Sri Lanka: migliaia di detenuti sulla base delle leggi antiterrorismo

9 marzo 2011

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Amnesty International ha chiesto al governo dello Sri Lanka di rilasciare immediatamente migliaia di persone detenute senza accusa né processo e modificare le leggi antiterrorismo per renderle conformi al diritto internazionale.

In un rapporto intitolato ‘Prigionieri dimenticati’, diffuso il 9 marzo 2011, Amnesty International segnala che i detenuti si trovano in luoghi segreti e rischiano di essere torturati e uccisi.

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili, risalenti al maggio 2010, le persone detenute in attesa di indagini sulla base dell’Atto sulla prevenzione del terrorismo (Apt) erano oltre 1900.

‘Le cosiddette leggi sulla sicurezza nazionale in vigore nello Sri Lanka, in particolare l’Apt, vengono utilizzare per perseguitare, punire e intimidire le voci critiche’ – ha dichiarato Sam Zarifi, direttore del Programma Asia-Pacifico di Amnesty International. ‘Migliaia di persone stanno languendo in carcere, senza accusa né processo, senza le garanzie previste dal sistema giudiziario del paese e in violazione degli standard riconosciuti a livello internazionale’.

Nello Sri Lanka è in vigore lo stato d’emergenza, quasi continuativamente, dal 1971. I vari governi hanno usato la scusa della sicurezza nazionale per introdurre tutta una serie di norme di emergenza  che hanno finito per erodere e a volte sospendere i diritti alla libertà di pensiero, coscienza ed espressione così come il diritto a vivere liberi da arresti e detenzioni arbitrari.

Le leggi sulla sicurezza nazionale attribuiscono alle autorità ampi e sommari poteri di arresto e autorizzano la detenzione in luoghi segreti. Gli agenti di sicurezza, spesso in borghese e privi di identificazione, possono arrestare e trattenere per mesi o anni una persona sospetta prima di portarla di fronte a un giudice.

‘Amnesty International riconosce il diritto e il dovere del governo dello Sri Lanka di proteggere i suoi cittadini dalla violenza dei gruppi armati. Tuttavia, queste leggi e soprattutto l’Apt sono repressive e raramente portano alla condanna di chi effettivamente ha commesso un reato’ – ha proseguito Zarifi. ‘Nonostante nel maggio 2009 le Tigri per la liberazione della patria Tamil siano state sconfitte, il governo non ha mostrato il proprio impegno a rispettare i diritti umani, cosa che avrebbe potuto fare abrogando l’Apt’.

Amnesty International ha portato le proprie conclusioni all’attenzione del Consiglio Onu dei diritti umani, la cui sessione è attualmente in corso a Ginevra.