Stati Uniti: il rapporto del Senato sul programma di detenzione della Cia non deve chiudere la vicenda - Amnesty International Italia

Stati Uniti: il rapporto del Senato sul programma di detenzione della Cia non deve chiudere la vicenda

9 dicembre 2014

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L’estratto del rapporto del Senato Usa riguardante i metodi di tortura usati nell’ambito del programma segreto di detenzioni e interrogatori da parte della Cia è un severo monito rispetto alle impunità in atto per le terribili violazioni dei diritti umani perpetrate in nome della ‘sicurezza nazionale’.

Il rapporto della Commissione ristretta del Senato sull’Intelligence (Ssci), di cui ieri è stato reso noto un estratto, fornisce ulteriori dettagli sul ricorso della Cia a ‘waterboarding’, simulazioni di esecuzioni, minacce sessuali e altre forme di tortura o altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti contro detenuti sottoposti a sparizione forzata nell’ambito del programma di rendition e detenzione segreta avviati all’indomani dei crimini contro l’umanità commessi l’11 settembre 2001.

L’estratto del rapporto fornisce inoltre ulteriori informazioni sugli effetti delle tecniche di interrogatorio e delle condizioni detentive, tra cui ‘allucinazioni, paranoie, insonnia e tentativi di autolesionismo e automutilazione‘.

‘Questo rapporto fornisce prove ancora più schiaccianti su alcune delle violazioni dei diritti umani che sono state autorizzate dalle più alte autorità degli Stati Uniti dopo l’11 settembre. Nonostante molte di esse siano di dominio pubblico da molti anni, nessuno è mai stato portato davanti alla giustizia per aver autorizzato o commesso quelle azioni’ – ha dichiarato Erika Guevara Rosas, direttrice per le Americhe di Amnesty International.

Nel 2012 un’indagine parziale condotta dal dipartimento di Giustizia si era conclusa senza incriminazioni. Similarmente, la distruzione di registrazioni delle sessioni d’interrogatorio da parte della Cia, contenenti possibili prove di crimini di diritto internazionale, ha determinato l’assenza di accuse.

L’accesso alla giustizia per le persone sopravvissute alla tortura è stato sistematicamente bloccato dalle autorità statunitensi, adducendo il segreto di stato. ‘Le informazioni rese disponibili dall’estratto del rapporto del Senato, sebbene limitate, segnalano al mondo intero il totale fallimento degli Stati Uniti nel porre fine all’impunità di cui hanno goduto coloro che sono stati autorizzato e usato la tortura e gli altri maltrattamenti. Questo è un campanello d’allarme per gli Stati Uniti, che devono fornire tutta la verità sulle violazioni di diritti umani, chiamare i gli autori a rispondere delle loro azioni e assicurare giustizia alle vittime. Non si tratta di una gentilezza politica, ma è una richiesta del diritto internazionale’ – ha dichiarato Erika Guevara.

I metodi interrogatori utilizzati dalla Cia menzionati nel rapporto del Senato comprendono il ‘waterboarding’, simulazioni di esecuzioni, privazioni prolungate del sonno e posizioni stressanti. Alcune di queste azioni, anche solo prese singolarmente, costituiscono tortura secondo il diritto internazionale, mentre altre sarebbero classificabili come tortura se combinate o applicate per un periodo di tempo prolungato, altrimenti sono considerate come trattamenti crudeli, disumani o degradanti. Tutte sono assolutamente proibite, senza eccezioni e in ogni circostanza. Anche le sparizioni forzate costituiscono un crimine di diritto internazionale.

Il rapporto completo, di circa 6000 pagine, rimane ‘top secret’. Secondo la presidente della commissione Dianne Feinstein, il rapporto contiene ‘dettagli su ciascun detenuto in custodia della Cia le condizioni di detenzione e i metodi d’interrogatorio’.

Amnesty International chiede che venga pubblicato l’intero rapporto, con il minor numero di revisioni possibile, e che nessuna di queste oscuri le prove di violazioni dei diritti umani.

Complicità internazionali nei reati

La Cia e altre autorità statunitensi non hanno agito sole, coinvolgendo al contrario un certo numero di partner e chiedendo loro cooperazione per facilitare le rendition, le torture e le detenzioni segrete di presunti terroristi.

Il 24 luglio 2014, la Corte europea dei diritti umani ha riscontrato che il governo della Polonia ha collaborato con la Cia per costituire una prigione segreta a Stare Kiejkuty, in funzione tra il 2002 e il 2005. Gli ex detenuti che si sono rivolti alla Corte e altri ancora sono stati trattenuti in detenzioni segrete e torturati; altri sono stati trasferiti in luoghi dove hanno corso il rischio di subire ulteriori analoghe violazioni dei loro diritti.

Nel 2012, la Corte europea si è pronunciata contro la Macedonia, dichiarandola responsabile per essere stata coinvolta nella sparizione forzata e nelle torture cui fu sottoposto Khaled El-Masri, sotto custodia statunitense.

Altri paesi europei hanno collaborato con la Cia, tra cui Italia, Lituania, Regno Unito, Romania e Svezia.
Nel 2012 e 2013, il Parlamento europeo ha lanciato un appello a tutti gli stati membri dell’Unione europea implicati affinché investigassero pienamente il loro ruolo in queste operazioni.

‘Gli Stati Uniti e tutti gli altri paesi che hanno collaborato con loro nel trasferimento, nella detenzione e nella tortura, hanno l’obbligo di rendere conto dei crimini di diritto internazionale. Questi paesi devono anche facilitare l’accesso alla giustizia per coloro che hanno subito violazioni dei diritti umani e devono rendere disponibile tutta la verità sulle violazioni di diritti umani commesse in queste operazioni’ – ha dichiarato Julia Hall, esperta di Amnesty International su controterrorismo e diritti umani.