Sudafrica: è urgente combattere l'impunità per la violenza xenofoba - Amnesty International Italia

Sudafrica: è urgente combattere l’impunità per la violenza xenofoba

13 aprile 2015

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Amnesty International Sudafrica ha sollecitato le autorità sudafricane a raddoppiare gli sforzi per contrastare efficacemente l’impunità per la violenza xenofoba e altre violazioni dei diritti umani di lunga data. I ripetuti attacchi contro i rifugiati e i migranti e contro le loro attività, i più recenti nell’area di Durban, hanno finalmente spinto il governo a intervenire.

Dall’inizio di aprile 2015, almeno quattro persone sono state uccise e molte altre ferite gravemente; sono stati saccheggiati negozi e più di 1000 persone hanno dovuto lasciare Durban, nella provincia del KwaZulu-Natal.

Sappiamo che la polizia sta facendo arresti. Tuttavia, chiediamo alle autorità di avviare indagini esaurienti, trasparenti e indipendenti per portare i presunti responsabili di fronte alla giustizia‘ – ha dichiarato Sicel’mpilo Shange-Buthane, direttore esecutivo di Amnesty International Sudafrica. ‘La cultura dominante dell’impunità deve essere fermata‘ – ha aggiunto Shange-Buthane.

Amnesty International ha più volte esortato il governo sudafricano, anche nel gennaio di quest’anno, a sviluppare un piano complessivo, coinvolgente anche la polizia e altre agenzie di sicurezza, per prevenire attacchi mirati e proteggere i rifugiati. I brutali attacchi, che hanno coinvolto anche giornalisti che cercavano di coprire gli incidenti e anche alcuni agenti di polizia, seguono mesi di violenze simili in altre province sudafricane, tra cui Gauteng e Mpumalanga.

Il 13 aprile 2015 il capo del governo della provincia KwaZulu-Natal, Senzo Mchunu, ha istituito un gruppo di esperti, guidato dall’ex Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, per approfondire le cause della violenza nella provincia.

La violenza contro i rifugiati, inusuale nel KwaZulu-Natal, sembra sia stata innescata dalle dichiarazioni attribuite al re zulu Goodwill Zwelithini, che ha invitato il governo a intraprendere azioni per far in modo che tutti gli stranieri abbandonino il Sudafrica.

Sempre il 13 aprile 2015, il segretario generale dell’ANC Gwede Mantashe ha affermato che c’era bisogno di campi per rispondere agli attacchi contro i rifugiati. ‘Una proposta del genere capovolge il problema, mina il modello integrativo del Sudafrica per la protezione dei rifugiati e potrebbe inavvertitamente incoraggiare ulteriori attacchi contro di loro‘.

Dopo molti appelli dalla società civile, da Amnesty International e agenzie umanitarie per la nomina di un comitato interministeriale in grado di risolvere la crisi in corso, il 12 aprile 2015 il presidente Jacob Zuma ha condannato la violenza e ha inviato una delegazione di alto livello nel KwaZulu-Natal per collaborare col governo della provincia ad affrontare la situazione. Della delegazione fanno parte i ministri dell’Interno, della Difesa e della Polizia. Le autorità locali hanno anche la responsabilità di affrontare le tensioni e le minacce non appena emergono. Tutti i livelli di governo devono adempiere agli obblighi del Sudafrica di assicurare il diritto costituzionale di ognuno di ‘essere libero da ogni forma di violenza da parte di organismi pubblici o privati‘, senza discriminazioni.