Sudan: urgente un'efficace missione di peacekeeping - Amnesty International Italia

Sudan: urgente un’efficace missione di peacekeeping

19 novembre 2006

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Sudan: urgente un’efficace missione di peacekeeping per proteggere i civili, chiede Amnesty International

CS 124-2006: 20/11/2006

Giovedì 16 novembre, durante un incontro ad Addis Abeba con l’Unione africana (Ua), le Nazioni Unite, rappresentanti dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza e altri, il governo del Sudan ha accettato ‘in linea di principio’ una ‘operazione ibrida’ di peacekeeping dell’Onu e dell’Ua regione del Darfur.

Secondo il comunicato diffuso il giorno dopo l’incontro, ‘in linea di principio si è dato l’assenso a un’operazione ibrida, in attesa di un chiarimento sulle dimensioni della forza… L’azione di peacekeeping avrà in modo predominante carattere africano… Le strutture di appoggio, comando e controllo saranno fornite dalle Nazioni Unite’.

Amnesty International chiede a tutte le parti coinvolte di sviluppare questa nuova proposta per assicurare che la protezione effettiva della popolazione civile sia al centro di ogni operazione di peacekeeping in Darfur.

La necessità di protezione è ancora più evidente dato che nell’ultima settimana le milizie filogovernative Janjawid hanno continuato ad attaccare i civili in tutto il Darfur. La popolazione ha urgente bisogno di un’efficace azione di peacekeeping che la protegga dalle continue e massicce violazioni dei diritti umani.

La popolazione civile del Darfur ha perso la fiducia nell’attuale Missione dell’Ua in Darfur (Amis), da cui non si è sentita minimamente protetta. Quest’assenza di protezione dev’essere colmata.

Un’efficace forza di peacekeeping richiede risorse materiali e umane sufficienti e un chiaro mandato per proteggere i civili del Darfur. Inoltre, il governo sudanese deve essere pienamente coinvolto nell’attuazione del mandato della missione.

Infine, occorre stabilire le modalità attraverso cui la ‘forza ibrida’ potrà essere chiamata a rispondere del proprio operato attraverso strutture di comando e di controllo trasparenti e definite con estrema chiarezza tra l’Ua e l’Onu.

FINE DEL COMUNICATO                                                Roma, 20 novembre 2006
 
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