Trattato sul commercio delle armi: dall'Assemblea generale dell'Onu un 'voto storico' per iniziare la stesura - Amnesty International Italia

Trattato sul commercio delle armi: dall’Assemblea generale dell’Onu un ‘voto storico’ per iniziare la stesura

6 dicembre 2006

Tempo di lettura stimato: 5'

Trattato sul commercio delle armi: dall’Assemblea generale dell’Onu un ‘voto storico’ per iniziare la stesura. Soddisfazione della campagna ‘Control arms’

CS131-2006: 07/12/2006

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato oggi con 153 voti a favore, quello contrario degli Usa e 24 astensioni, l’avvio della stesura di un Trattato internazionale sul commercio delle armi, destinato a impedire i trasferimenti di armi che alimentano conflitti, povertà e gravi violazioni dei diritti umani.

Il voto dell’Assemblea generale è giunto a tre anni dal lancio della campagna ‘Control Arms’, promossa da Amnesty International, Oxfam International e Iansa (Rete internazionale d’azione sulle armi leggere) per sollecitare l’adozione del Trattato. Alla campagna hanno aderito oltre un milione di persone di 170 paesi.

‘Un significativo sostegno al Trattato è giunto da alcune delle regioni più colpite dalla violenza delle armi: questo è indice non solo che il problema è sentito, ma anche che ora c’è la volontà politica di passare all’azione’ – ha dichiarato Rebecca Peters, direttrice di Iansa.

Gli Usa sono rimasti l’unico paese a votare contro la proposta del Trattato, nonostante il recente appello di 14 senatori alla segretaria di Stato Condoleezza Rice, affinché l’amministrazione di Washington riconsiderasse la propria posizione.

‘Nel corso della mia attuale visita in Libano, in Israele e nei Territori Occupati ho avuto modo di toccare con mano le devastanti conseguenze sulla popolazione civile, di un commercio di armi privo di regole. È cruciale che i governi riconoscano quanto sia urgente trasformare il voto di oggi in un’azione efficace e assicurare che un Trattato, legalmente vincolante, sulle armi convenzionali diventi una realtà’ – ha commentato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International.

Uno dei primi compiti del nuovo Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, sarà quello di verificare gli orientamenti degli Stati membri sulla proposta di Trattato, per poi riferire all’Assemblea generale alla fine del 2007. A quel punto, verrà nominato un gruppo di esperti governativi per esaminare in dettaglio i vari aspetti del Trattato e relazionarne all’Assemblea generale del 2008.

‘Oggi abbiamo visto come la stragrande maggioranza dei governi abbia riconosciuto la necessità di un Trattato sul controllo delle armi per impedire vendite che alimentano conflitti e povertà. È stato un passo di rilevanza storica. Quando lanciammo la campagna Control Arms, nel 2003, solo cinque governi sostenevano la proposta del Trattato. Oggi sono 153. Ora occorre andare avanti e ottenere un Trattato forte ed efficace. Ogni giorno di ritardo sarà un altro giorno in cui migliaia di vite saranno rovinate dalla violenza delle armi’ – ha concluso Jeremy Hobbs, direttore di Oxfam International.

Ulteriori informazioni

La campagna Control Arms, rilanciata in Italia dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dalla Rete italiana per il Disarmo, ha accolto con soddisfazione il voto favorevole espresso dall’Italia in sede di Primo Comitato dell’Assemblea generale. Questo importante risultato è stato conseguito anche grazie alla grande mobilitazione della società civile italiana, che si è attivata sottoscrivendo una foto-petizione che ha raccolto più di un milione di volti a sostegno della richiesta del Trattato.

Il nostro paese, sottolineano i promotori italiani della campagna, è il quarto produttore e il secondo esportatore mondiale di armi leggere e non esercita alcun controllo sulle intermediazioni nei trasferimenti illegali di armi e dei loro componenti. Ora è necessario che l’Italia migliori gli strumenti legislativi e di trasparenza sul commercio delle armi, soprattutto in relazione alle armi leggere, per renderli coerenti con l’impegno preso ieri alle Nazioni Unite.

FINE DEL COMUNICATO                                                          Roma, 7 dicembre 2006

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it