Tunisia, il giornalista sportivo Mourad Zeghidi in sciopero della fame in carcere

11 Giugno 2026

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Mentre, tra mille polemiche, iniziano i mondiali di calcio, uno dei commentatori sportivi più popolari in Tunisia è ridotto al silenzio e non da oggi.

Mourad Zeghidi, in carcere dall’11 maggio 2024, ha intrapreso uno sciopero della fame. Non sarebbe dovuto finire in prigione, ma la cosa più grave è che ha continuato a rimanerci anche al termine della condanna per “diffusione di notizie false” a seguito di un’altra pretestuosa accusa, questa volta di “riciclaggio”.

Zeghidi, commentatore di Radio IFM e corrispondente per l’emittente televisiva francese Canal+, è una delle numerose vittime della repressione avviata nel 2021 dal presidente tunisino Kais Saied, che ha colpito oltre al giornalismo anche l’attivismo per i diritti umani, l’opposizione politica e parte della magistratura.

Detenuto nella prigione di Mornaguia, Zeghidi ha intrapreso lo sciopero della fame per protestare contro la prolungata persecuzione ai suoi danni: l’indagine per “riciclaggio”, avviata nel febbraio 2024, non si basa su alcuna prova.

“Lo sciopero della fame è un grido di rabbia e una richiesta di aiuto, che spero arrivino non solo in Tunisia ma anche altrove”, ha scritto Zeghidi dal carcere al suo avvocato.

La figlia Inès e la sorella Meriem si sono associate allo sciopero della fame insieme ad altre persone che difendono i diritti umani.