Tunisia: le nostre richieste al nuovo parlamento in materia di diritti umani - Amnesty International Italia

Tunisia: le nostre richieste al nuovo parlamento in materia di diritti umani

11 ottobre 2019

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A seguito della consultazione elettorale che si è tenuta in Tunisia, abbiamo inviato a tutti i nuovi eletti al Parlamento il nostro memorandum in 10 punti per sensibilizzarli sulle principali urgenze in materia di diritti umani, da affrontare nei primi sei mesi di mandato.

I nuovi parlamentari – ha dichiarato in una nota ufficiale Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord – avranno un ruolo importante nel porre fine allo stallo in materia di riforme nel campo dei diritti umani e garantire massima protezione ai diritti riconosciuti dalla Costituzione tunisina“.

Nonostante alcuni progressi registrati negli ultimi anni, come l’importante legge sulla violenza contro le donne, c’è ancora tanto da fare per fare in modo che le leggi tunisine siano in linea con la Costituzione e con gli obblighi internazionali del paese.

A nove anni dalla rivolta della fine del 2010, le tunisine e i tunisini meritano un paese in cui i diritti siano protetti e rafforzati, in cui le violazioni del passato non si verifichino più e i loro responsabili siano portati di fronte alla giustizia“, ha aggiunto Morayef.

Cosa chiediamo ai parlamentari tunisini

Sono 10 i punti che abbiamo identificato come prioritari e su cui chiediamo ai nuovi parlamentari tunisini di agire entro sei mesi:

  1. impegnarsi a eleggere i membri mancanti della Corte costituzionale;
  2. dare seguito alle raccomandazioni della Commissione per la verità e la dignità;
  3. abrogare le leggi che criminalizzano la libertà d’espressione;
  4. proteggere gli spazi a disposizione della società civile indipendente;
  5. rafforzare il controllo parlamentare per garantire che i responsabili di violazioni dei diritti umani siano portati di fronte alla giustizia;
  6. garantire l’uguaglianza di genere;
  7. abolire i reati relativi alle relazioni tra persone dello stesso sesso;
  8. assicurare che le misure d’emergenza non violino i diritti umani;
  9. istituire una Commissione per lo sviluppo sostenibile e i diritti delle future generazioni;
  10. abolire la pena di morte.