Turchia: continua incontrollata l'accresciuta repressione della polizia - Amnesty International Italia

Turchia: continua incontrollata l’accresciuta repressione della polizia

10 giugno 2013

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Le manifestazioni in Turchia potrebbero aumentare se le autorità non si impegnano in discussioni significative con gli attivisti, ha dichiarato Amnesty International dopo che la polizia antisommossa stamattina ancora una volta ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro manifestanti pacifici in piazza Taksim e nel Parco Gezi, a Istanbul.

L’ulteriore azione della polizia contro i manifestanti ha contraddetto le dichiarazioni del governatore di Istanbul di questa mattina che non sarebbero intervenuti nel parco.
Attivisti protestavano contro la costruzione di un centro commerciale nel Parco Gezi, che è adiacente alla piazza e che è uno degli ultimi spazi verdi del centro di Istanbul.
In una dichiarazione agli organi di stampa, il governatore Hüseyin Avni Mutlu ha detto che l’intervento in piazza Taksim veniva eseguito per rimuovere striscioni dalla statua di Atatürk e dal Centro di cultura Atatürk nella piazza e che la polizia non sarebbe intervenuta nel Parco Gezi.
‘Le proteste in piazza Taksim e nel Parco Gezi sono state totalmente pacifiche e hanno il diritto di continuare. L’intervento delle autorità deve essere eseguito solo per motivi legittimi, voler tirare giù qualche striscione semplicemente non è una giustificazione adeguata’ – ha detto Andrew Gardner, ricercatore sulla Turchia di Amnesty International, attualmente a Istanbul.
‘Quando abbiamo incontrato il governatore questo pomeriggio, insisteva che la polizia aveva usato la forza appropriata nel perseguimento di obiettivi legittimi. Nessuna di queste affermazioni è coerente con la realtà sul campo’.
Amnesty International ha inoltre appreso che 44 avvocati sono stati arrestati intorno alle 12 ora locale mentre erano riuniti nel tribunale di Çaðlayan per elaborare una dichiarazione sulla situazione nel Parco Gezi. Inizialmente sono stati trattenuti nel tribunale e poi trasferiti nella stazione di polizia di via Vatan.
Da quando le proteste sono iniziate a Istanbul e nel resto della Turchia, circa due settimane fa, migliaia di manifestanti pacifici sarebbero stati feriti a causa degli interventi della polizia. Tre persone sarebbero morte durante le proteste: una a causa dell’uso eccessivo della forza e due, compreso un agente di polizia, in seguito a incidenti.
L’Associazione medica turca ha rivelato che il numero dei feriti sarebbe più alto dopo l’attacco di oggi della polizia ai manifestanti. Tra questi, nove persone ferite da proiettili di gomma, con diversi arti rotti, e un certo numero di casi di trauma alla testa e al torace e una frattura al cranio.
Finora, le autorità turche non sono riuscite a indagare sulle denunce di abusi e nessuno è stato portato davanti alla giustizia.
‘Invece di continuare a reprimere attivisti pacifici, le autorità turche dovrebbero iniziare a guardare alle azioni della loro polizia e portare davanti alla giustizia i responsabili degli scioccanti abusi che abbiamo visto nelle ultime due settimane’ – ha concluso Gardner.

Firma l’appello ‘Turchia: stop all’uso eccessivo della forza contro i manifestanti!’

FINE DEL COMUNICATO                                                                               Roma, 11 giugno 2013

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