Turchia: sostegno globale per “porre fine a una grave ingiustizia” - Amnesty International Italia

Turchia: sostegno globale per “porre fine a una grave ingiustizia”

22 novembre 2017

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Oltre 70 noti rappresentanti della cultura e della politica hanno chiesto alle autorità turche di annullare le ridicole accuse di terrorismo nei confronti di 11 difensori dei diritti umani, tra cui la direttrice e il presidente di Amnesty International Turchia.

L’appello è stato sottoscritto da oltre 30 esponenti politici e da decine di artisti – tra i quali Edward Snowden, Sting, Ai Weiwei, Anish Kapoor, Catherine Deneuve ed Angélique Kidjo – in occasione della ripresa, il 22 novembre a Istanbul, di un processo che potrebbe terminare con condanne a 15 anni di carcere.

“Siamo orgogliosi di aggiungere le nostre voci alla richiesta globale di porre fine a una grave ingiustizia e di rilasciare immediatamente e senza condizioni Taner Kılıç. Quando i difensori dei diritti umani vengono ridotti al silenzio, tutti i nostri diritti sono a rischio. Loro sono quelli che si battono per noi. Ora noi dobbiamo batterci per loro”, si legge nell’appello.

Taner Kılıç, presidente di Amnesty International Turchia, è stato arrestato il 6 giugno e da allora è in carcere. Altri dieci difensori, tra cui İdil Eser, direttrice dell’organizzazione, sono stati arrestati un mese dopo. Otto di loro, dopo aver trascorso quasi quattro mesi nella prigione di massima sicurezza di Silivri, sono stati rilasciati su cauzione il mese scorso al termine della prima udienza. L’accusa per tutti è “appartenenza a un’organizzazione terroristica”.

L’accusa contro gli 11 difensori dei diritti umani sostiene bizzarramente che normali attività in favore dei diritti umani equivalgano a fornire “assistenza a un’organizzazione terroristica”.

Taner Kılıç è accusato di aver scaricato e usato l’applicazione di messaggistica ByLock, che secondo la procura era stata usata dal movimento gülenista per le comunicazioni tra gli aderenti. Tuttavia, due perizie indipendenti commissionate da Amnesty International sono giunte alla conclusione che sul telefono di Taner Kılıç quell’applicazione non è neanche mai stata installata.

I firmatari dell’appello si aggiungono a un lungo elenco di governi, istituzioni e leader politici che hanno sollecitato il rilascio di Taner Kılıç tra cui la Commissione europea, il dipartimento di Stato Usa, rappresentanti delle Nazioni Unite, Angela Merkel e il governo tedesco e i governi di Austria, Belgio e Irlanda.

Oltre 20 parlamentari britannici hanno sottoscritto una mozione che chiede l’immediato rilascio di Taner Kılıç e l’annullamento delle accuse nei confronti degli 11 difensori dei diritti umani. Lo stesso hanno fatto il mese scorso 22 membri del Congresso Usa, così come il segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjørn Jagland, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e il presidente della Commissione diritti umani del Parlamento europeo Pier Antonio Panzeri.

“Stiamo assistendo allo sviluppo di un grande movimento di opinione nei confronti di un processo chiaramente motivato da ragioni politiche e concepito per ridurre al silenzio le voci critiche della Turchia”, ha dichiarato Aakar Patel, direttore di Amnesty International India, che sta seguendo il processo.

“Questo processo serve a ricordare non solo l’importanza dei diritti umani ma anche il ruolo fondamentale di coloro che li difendono. È giunto il momento che Taner sia rilasciato e che le accuse contro di lui e gli altri 10 difensori dei diritti umani siano annullate”, ha affermato Fernando Nabais da Furriela, presidente di Amnesty International Brasile, che a sua volta sta seguendo il processo.

Ulteriori informazioni

I 10 difensori dei diritti umani (gli “Istanbul 10”) arrestati il 5 luglio sull’isola di Büyükada stavano seguendo un seminario sul benessere delle persone e sulla sicurezza digitale. Il 4 ottobre un procuratore ha firmato il capo d’accusa contro di loro e contro Taner Kılıç, che sarebbe stato informato dei preparativi del seminario e sarebbe stato in contatto con İdil Eser e un altro degli imputati. Nella prima udienza del suo processo, il giudice ha accettato di accorpare i due processi.

Gli “Istanbul 10” sono İdil Eser, direttrice di Amnesty International Turchia; Günal Kurşun, avvocato dell’Associazione Agenda per i diritti umani; Özlem Dalkıran, dell’Assemblea dei cittadini; Veli Acu, dell’Associazione Agenda per i diritti umani; Ali Gharavi, consulente in strategie informatiche; Peter Steudtner, formatore su non violenza e benessere delle persone; İlknur Üstün, della Coalizione delle donne; Nalan Erkem, avvocata, dell’Assemblea dei cittadini; Nejat Taştan, dell’Associazione osservatorio sull’uguaglianza dei diritti; e Şeyhmuz Özbekli, avvocato.

Oltre 700.000 persone hanno firmato l’appello di Amnesty International per chiedere il rilascio di Taner Kılıç e l’annullamento delle accuse nei confronti degli “Istanbul 10”.

Roma, 22 novembre 2017