Ucraina, dopo le minacce degli ultras di destra, il Pride di Kiev non si fa - Amnesty International Italia

Ucraina, dopo le minacce degli ultras di destra, il Pride di Kiev non si fa

20 maggio 2012

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Quello che doveva essere il primo Pride dell’Ucraina è stato annullato domenica 20 maggio, quando mancavano 30 minuti all’inizio. La polizia della capitale Kiev ha chiesto agli organizzatori di cancellare l’iniziativa sostenendo che 500 tifosi di calcio di estrema destra si stavano dirigendo verso il punto di partenza con l’intenzione di impedirne lo svolgimento. Due attivisti sono stati picchiati e colpiti dai lacrimogeni da una decina di giovani nel centro di Kiev, quando i partecipanti al Pride si erano già allontanati sotto la scorta della polizia.

Amnesty International ha sollecitato le autorità ucraine a proteggere i diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender (Lgbt) affinché possano esercitare i loro diritti umani senza timore di subire attacchi.

È stato chiaro sin dall’inizio che la polizia di Kiev non voleva che il Pride si svolgesse. La riluttanza a impegnarsi a garantire misure di sicurezza adeguate per proteggere i partecipanti ha lasciato gli organizzatori da soli a preoccuparsi della loro incolumità‘ – ha dichiarato Max Tucker di Amnesty International.

Un alto funzionario della polizia di Kiev aveva già fatto sapere agli organizzatori del Pride che non era pronto a mettere i suoi agenti a disposizione per proteggere la comunità Lgbt.

Amnesty International si è detta profondamente preoccupata per il sostegno espresso il 16 maggio dal un comitato parlamentare a una legge che intende limitare la distribuzione e l’accesso a informazioni che ‘promuovono l’omosessualità’. Se approvata dal parlamento ucraino, la legge emenderà una serie di norme riguardanti la protezione della morale pubblica, la stampa quotidiana, l’informazione radiotelevisiva, l’editoria e lo stesso codice penale. L’organizzazione per i diritti umani ha chiesto al parlamento di respingere il progetto di legge.

In caso contrario, ci troveremmo di fronte a una flagrante violazione degli obblighi internazionali dell’Ucraina relativi alla protezione del diritto alla libertà d’espressione e al divieto di discriminazione‘ – ha commentato Tucker.