Ucraina, nuove leggi repressive - Amnesty International Italia

Ucraina, nuove leggi repressive

19 gennaio 2014

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Amnesty International ha sollecitato le autorità ucraine ad abrogare le leggi, approvate il 16 gennaio dal parlamento senza dibattito, che penalizzano le proteste pacifiche e aprono la strada al perseguimento di giornalisti e attivisti della società civile nonché alla chiusura delle Organizzazioni non governative (Ong), di siti di notizie Internet e delle associazioni religiose.

Il governo sta fermando tutti i progressi che l’Ucraina ha compiuto negli ultimi 20 anni verso il pieno adempimento dei suoi obblighi internazionali sui diritti umani. La nuova legislazione promette un futuro cupo per l’intera nazione‘- ha dichiarato Heather McGill, esperta di Amnesty International sull’Ucraina. Ricalcando alla lettera la legislazione introdotta in Russia – e che ha avuto un effetto devastante sulla società civile di quel paese –  le norme adottate in Ucraina obbligano tutte le Ong che ricevono finanziamenti esteri e che sono impegnate in non meglio definite ‘attività politiche’ a registrarsi come agenti stranieri. In caso contrario, rischieranno la chiusura.

Le nuove leggi reintroducono il reato di diffamazione, il che significa che i giornalisti che pubblicano informazioni contenenti critiche su pubblici ufficiali rischiano un procedimento penale. Vengono introdotte pene severe per la rivelazione di informazioni sulle forze di polizia e sui giudici. La libertà di espressione è ulteriormente minacciata da nuove norme che obbligano alla registrazione tutti i siti web che pubblicano news e che impongono ai fornitori di servizi Internet di bloccare l’accesso alla rete a gruppi e singoli su richiesta diretta del governo.

Il reato vagamente definito di ‘attività estremiste’, che comprende attacchi alla ‘intoccabilità’ dello stato e l’interferenza con il lavoro delle agenzie governative, potrebbe essere utilizzato per perseguire i manifestanti che chiedono il cambio di governo o protestano di fronte a edifici pubblici. Il governo ha ottenuto anche maggiori poteri per la chiusura di organizzazioni religiose. Le modifiche introdotte al codice civile irrigidiscono tutte le pene relative alla violazione delle norme riguardanti le assemblee pubbliche e danno alla polizia maggiori poteri per controllare come vengono condotte le dimostrazioni. La legge richiede l’introduzione di nuove regole per lo svolgimento di assemblee pubbliche e pene severe per le infrazioni.

La nuova legislazione è fatta su misura per dare alle autorità maggiori poteri per perseguire coloro che sono coinvolti nelle pacifiche proteste anti-governative in corso nel centro di Kiev. Ciò dimostra chiaramente che il governo non è interessato al dialogo, né  è pronto ad ascoltare le critiche, ma sta spianando la strada per un scontro frontale con una grande parte della popolazione del paese‘ – ha concluso McGill.