Usa: Amnesty chiede al presidente Obama passi avanti per porre fine alla tortura - Amnesty International Italia

Usa: Amnesty chiede al presidente Obama passi avanti per porre fine alla tortura

23 agosto 2009

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Amnesty International chiede al presidente Obama ulteriori passi avanti per garantire la fine della tortura

Le nuove rivelazioni su agenti della Cia che hanno messo in scena finte esecuzioni e minacciato i detenuti di subire violente torture evidenziano, secondo Amnesty International, quanto ancora c’è da scoprire sulle azioni illegali e immorali portate avanti dalla passata amministrazione Bush in nome della sicurezza nazionale. 

La stessa Cia, nel rapporto del proprio Ispettore generale su ‘detenzioni e interrogatori antiterrorismo’, che fa riferimento al periodo da settembre 2001 a ottobre 2003, pare essersi resa conto che le sue tecniche erano almeno moralmente dubbie e controproducenti. Il rapporto, che denuncia casi di waterboarding, finte esecuzioni, getti d’acqua, privazione del sonno, obbligo di rimanere nudi e in posizioni dolorose, conferma che l’amministrazione Bush era consapevole di abbandonare i propri obblighi legali in materia di diritti umani nella lotta contro il terrorismo.

Il presidente Barack Obama si è impegnato a porre fine alla tortura e ad altre pratiche illegali. Ma fino a quando le leggi non verranno applicate in modo rigoroso, le parole suoneranno vuote e rimarrà alto il rischio di ripetere le azioni del passato.

Il rapporto della Cia testimonia quanto sia più che mai importante avviare un’indagine indipendente e a tutto tondo per individuare e punire chi ha sollecitato, elaborato e attuato pratiche illegali antiterrorismo. Amnesty International sollecita la nomina di un procuratore speciale, che garantisca l’applicazione della legge a prescindere da chi l’abbia violata.

La decisione del ministro della Giustizia Holder, che ha affidato a un procuratore il compito di riaprire le indagini su metà dei casi sottoposti al suo dipartimento di Giustizia relativi a tecniche d’interrogatorio sospette, rappresenta un passo avanti, sebbene incompleto. Un’indagine significativa dovrebbe riguardare, oltre a coloro che affermano di aver eseguito ordini, anche coloro che hanno elaborato tali tecniche e hanno sollecitato la loro attuazione.