Usa: isolamento estremo e prolungato - Amnesty International Italia

Usa: isolamento estremo e prolungato

17 luglio 2014

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In un rapporto diffuso oggi, intitolato ‘Sotterrati. L’isolamento nel sistema delle prigioni federali degli Usa’, Amnesty International ha denunciato la crudele e disumana prassi di tenere i detenuti per lunghi periodi di tempo in celle d’isolamento nell’unica prigione federale di ‘supermassima sicurezza’, situata nei pressi di Florence, in Colorado e conosciuta come Adx Florence. Una prassi che, secondo l’organizzazione per i diritti umani, costituisce trattamento crudele, disumano e degradante e viola il diritto internazionale.

‘Non è neanche immaginabile l’impatto devastante che lunghi periodi in cella d’isolamento possono avere sulla salute fisica e mentale di un detenuto’ – ha dichiarato Erika Guevara Rosas, direttrice del Programma Americhe di Amnesty International.

Il rapporto di Amnesty International descrive le conseguenze prodotte, sul piano fisico e mentale, dell’isolamento per 22, se non addirittura 24 ore al giorno: ansia, depressione, insonnia, ipertensione, paranoia estrema, alterazione della percezione sensoriale e psicosi. Alcuni detenuti dell’Adx Florence si sono gravemente feriti o hanno commesso suicidio.

La capacità dell’Adx Florence è di 490 posti. I detenuti trascorrono almeno 12 mesi in cella d’isolamento prima che possa essere presa in considerazione una mitigazione del trattamento. In realtà, il tempo effettivo trascorso in isolamento è assai maggiore, in media otto anni e due mesi.

Nella maggior parte dei casi, i detenuti in regime d’isolamento si trovano in celle dalle pareti di cemento e a tenuta stagna, chiuse da una porta di metallo per impedire qualsiasi contatto con gli altri prigionieri. Da una sottile finestra è possibile vedere un pezzo di cielo o un muro di mattoni.

L’arredamento è a sua volta di cemento e consiste in una branda, un tavolo e uno sgabello fissati a terra, di una doccia e un gabinetto. I pasti e le docce vengono fatti all’interno della cella e le visite mediche – compresi i controlli sulla salute mentale – avvengono per lo più via teleconferenza.

Il rapporto di Amnesty International descrive numerosi esempi di come le condizioni mentali dei detenuti in isolamento siano drasticamente peggiorate.

Nel settembre 2013 un prigioniero con un passato di malattia mentale si è impiccato all’interno della sua cella d’isolamento, dove vi aveva trascorso oltre 10 anni ricevendo cure solo a intermittenza. Nei giorni precedenti la sua morte, aveva manifestato sintomi psicotici ampiamente ignorati dalla direzione del carcere.

Amnesty International ha rilevato con preoccupazione come il governo intenda espandere l’uso dell’isolamento nel sistema delle prigioni federali, tra cui quella di Thompson, Illinois.

Altre strutture federali già ricorrono all’isolamento prolungato, dopo la condanna e persino in detenzione preventiva, come nel caso del Metropolitan Correction Centre di New York, conosciuto come la ‘piccola Guantánamo’, dove i prigionieri possono restare mesi o anche anni prima di essere processati, con scarso accesso alla luce naturale e nessuna possibilità di fare esercizio fisico all’aperto.

Nel 2011 Juan Mendez, relatore delle Nazioni Unite sulla tortura, ha chiesto a tutti gli stati di porre fine all’isolamento salvo circostanze assai eccezionali e per il più breve periodo di tempo possibile e di stabilire un divieto assoluto nei confronti dei minorenni e delle persone con disabilità mentale.

Molti prigionieri dell’Adx Florence sono stati condannati per gravi reati, come aggressione, omicidio, terrorismo e tentata evasione. Ma, sottolinea Amnesty International, un ricorso del genere all’isolamento va al di là delle legittime misure restrittive e si configura come trattamento crudele e disumano.