Uzbekistan: fotografa accusata di diffamazione - Amnesty International Italia

Uzbekistan: fotografa accusata di diffamazione

28 gennaio 2010

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(28 gennaio 2010)

Amnesty International ha chiesto al governo dell’Uzbekistan di garantire la libertà di espressione, a fronte delle accuse di ‘diffamazione del popolo uzbeko’ rivolte, sabato 23 gennaio, all’importante fotografa Umida Akhmedova.

La fotografa è stata accusata di aver insultato e diffamato il popolo uzbeko e le sue tradizioni. Le accuse nei suoi confronti sono collegate a immagini, che ritraggono uomini, donne e bambini che compiono attività quotidiane, raccolte in un libro intitolato ‘Uomini e donne, dall’alba al tramonto’, uscito nel 2007. Sono collegate anche alla produzione del film documentario intitolato ‘Il peso della verginità’, che tratta dell’obbligo tradizionale che incombe sulle ragazze di provare la loro verginità, la prima notte di nozze.

Nelle prossime due settimane si terrà un’udienza del tribunale. Se riconosciuta colpevole di questi reati, Umida Akhmedova dovrà scontare tre anni di carcere.

La vita che lei ha documentato non è l’immagine che le autorità uzbeke vogliono dare del loro paese‘ – ha dichiarato Maisy Weicherding, ricercatrice sull’Uzbekistan di Amnesty International.

È la prima volta che qualcuno in Uzbekistan viene accusato perché la sua espressione artistica viene interpretata come dissenso‘.

Amnesty International teme che la fotografa sia stata colpita per aver esercitato il suo diritto alla libertà di espressione e che potrebbe subire un processo iniquo.  La donna rischia il carcere e anche trattamenti crudeli, inumani e degradanti.

Umida Akhmedova ha riferito all’emittente inglese di Aljazeera, in un’intervista resa martedì 26 gennaio, che non comprende il motivo per cui diversi anni dopo la pubblicazione delle immagini sia stato aperto un caso nei suoi confronti.

A suo avviso le immagini non avevano alcuna finalità politica ma erano piene di amore e positive.

In Uzbekistan, coloro che esprimono il loro dissenso pacifico continuano a essere perseguitati, aggrediti e arrestati, nonostante le autorità neghino ripetutamente questi episodi.
 
Almeno quattro attivisti per i diritti umani e giornalisti indipendenti sono stati condannati a lunghi periodi di detenzione nel 2009 insieme ad altri che dovranno affrontare pene più brevi, aggrediti e accusati di aver danneggiato la reputazione del paese.