Venezuela, il massacro nel carcere di Guanare non deve restare impunito

Venezuela, il massacro nel carcere di Guanare non deve restare impunito

4 maggio 2020

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In risposta a quanto riferito in merito all’uccisione di almeno 46 detenuti e il ferimento di oltre 70 durante un violento scontro avvenuto il 1° maggio all’interno del Centro Penitenziario di Los Llanos (Cepella) a Guanare, nello stato di Portuguesa, Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe, ha dichiarato: “Non è la prima volta che vediamo detenuti in Venezuela subire tremende violazioni del diritto alla vita. Le immagini orribili trasmesse nel mondo dovrebbero servire da spinta affinché tutti coloro che sono responsabili di questa atrocità siano assicurati alla giustizia. È necessario svolgere indagini ed esami approfonditi sulla reazione letale delle autorità affinché questi crimini internazionali non restino impuniti“.

Secondo quanto riportato, un agente della Guardia nazionale bolivariana e il direttore del penitenziario risultano tra i feriti. Le autorità agli ordini di Nicolás Maduro hanno cercato di giustificare l’uso della violenza nei confronti dei detenuti dicendo che questi ultimi avevano tentato di evadere dalla struttura.

Tuttavia, secondo l’Osservatorio venezuelano delle carceri (Ovp), la protesta del penitenziario è iniziata in risposta alle restrizioni relative alla consegna di cibo ai detenuti da parte dei familiari, provvedimento introdotto a causa della pandemia da Covid-19. Secondo l’Ovp, per molti giorni i detenuti non avevano ricevuto cibo dai propri familiari.

Il Cepella ha una capacità di 750 persone, ma attualmente, secondo i dati dell’Ovp, ospita oltre 2500 detenuti. Oltre al sovraffollamento, il penitenziario è in condizioni di estrema precarietà e le famiglie delle persone detenute devono fornire loro cibo, medicinali e altri beni di prima necessità. Questo meccanismo è stato limitato all’inizio dello stato di allerta per la pandemia decretato da Nicolás Maduro il 13 marzo.

Attualmente, è in corso da parte della procura della Corte penale internazionale un esame preliminare per stabilire se in Venezuela siano stati perpetrati crimini contro l’umanità durante il governo di Maduro. Inoltre, il Consiglio Onu dei diritti umani ha nominato una missione di accertamento dei fatti per definire responsabilità individuali nelle gravi violazioni dei diritti umani.