Win Myint è il nuovo presidente di Myanmar – Amnesty International

Win Myint è il nuovo presidente di Myanmar

28 marzo 2018

Noor, 8, and Sameera, 10, play on swings by their home in a part of Kutupalong refugee camp that houses Rohingya refugees who fled Myanmar in 1991 and children like these sisters, born in the camp. ; More than 640,000 Rohingya fled Myanmar, seeking safety in Bangladesh in 2017. While UNHCR intensified efforts to respond to this mass displacement and provide shelter in and around existing camps near Cox’s Bazar, the sheer numbers mean there is much hardship to contend with. Whole families, young widowed mothers and unaccompanied minors were among those fleeing from persecution and violence in northern Rakhine state. Many arrived traumatised, in poor physical condition and in need of life-saving support. Cramped and deprived living conditions in the camps present concerns, but despite the hardships, the Rohingya feel safe compared to the situation back home. UNHCR is providing protection, food, clean water, shelter, health care, trauma counselling and reunification for separated families.

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Le autorità di Myanmar devono cogliere l’opportunità della nomina di un nuovo presidente per fare un passo indietro dal precipizio. L’anno scorso la situazione dei diritti umani è profondamente peggiorata, soprattutto per la comunità rohingya contro la quale è stata lanciata una una campagna di pulizia etnica che ha visto anche compiersi crimini contro l’umanità”.

Lo ha detto James Gomez, direttore di Amnesty International per l’Asia sudorientale, in merito alla nomina del nuovo presidente di Myanmar.

Il nome scelto è quello di Win Myint.

Sebbene le forze armate conservino ancora un potere considerevole, il governo civile deve fare di più per porre fine alla discriminazione e per garantire che gli autori delle violazioni dei diritti umani siano chiamati a risponderne”, ha concluso il presidente Gomez.