Yemen, un'agenda per i diritti umani in 11 punti - Amnesty International Italia

Yemen, un’agenda per i diritti umani in 11 punti

26 settembre 2012

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Amnesty International ha sottoposto alle autorità dello Yemen un’agenda in 11 punti per ottenere un cambiamento nel campo dei diritti umani.

Nel paese, continuano ad aver luogo violazioni dei diritti umani in un clima d’impunità, rafforzato anche dall’immunità garantita all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e ai suoi collaboratori in cambio dell’abbandono del potere.

Se, sottolinea Amnesty International, le autorità yemenite non agiranno per porre fine alle attuali violazioni dei diritti umani e per affrontare quelle del passato, il paese rischierà di affrontare una nuova crisi.

Il governo dello Yemen dovrebbe chiedere collaborazione alla comunità internazionale per favorire l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle violazioni dei diritti umani avvenute nel corso delle rivolte del 2011, quando centinaia di manifestanti furono uccisi e migliaia feriti nel corso delle proteste antigovernative.

La repressione, nel corso della quale si verificarono anche centinaia di arresti arbitrari e casi di sparizione, fu portata a termine da svariati servizi di sicurezza e militari ma anche da gruppi armati filogovernativi. Contemporaneamente, gli scontri armati tra esercito e oppositori armati, tra cui il gruppo Ansar al-Shari’a che si ritiene affiliato ad al-Qa’eda, hanno dato luogo a crimini di guerra.

Negli ultimi mesi, la situazione ha visto qualche miglioramento, con il rilascio di centinaia di prigionieri in occasione dell’insediamento del nuovo governo. Ciò nonostante, le violazioni dei diritti umani proseguono e le proteste nelle città meridionali, soprattutto ad Aden, vengono affrontate col ricorso a una forza eccessiva che provoca morti e feriti tra i manifestanti.

Le donne, protagoniste delle proteste del 2011, continuano a subire discriminazione e violenza.

Gli 11 punti dell’agenda per i diritti umani di Amnesty International sono:

porre fine alle uccisioni e agli altri crimini nel corso del conflitto armato;
porre fine all’impunità;
porre fine agli arresti e agli imprigionamenti arbitrari così come alle sparizioni forzate;
garantire processi equi;
tutelare e rafforzare i diritti alla libertà d’espressione, d’associazione e di riunione pacifica;
rafforzare i diritti delle donne e delle ragazze;
porre fine all’uso della pena di morte;
proteggere i diritti dei profughi interni;
proteggere i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo;
migliorare il contesto complessivo delle politiche e delle pratiche in materia di diritti umani.

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