100 vite di nuovo libere, 100 volte grazie - Amnesty International Italia

100 vite di nuovo libere, 100 volte grazie

17 luglio 2018

Foto: AFP / Getty Images

Tempo di lettura stimato: 1'

Sempre più persone nel mondo hanno bisogno di donne e uomini coraggiosi pronti a battersi per difendere i diritti umani.

Sono persone che hanno fatto tanto per gli altri e che hanno pagato a caro prezzo il desiderio di difendere dei principi, degli ideali, dei diritti.

Nei primi sei mesi di questo 2018, siamo riusciti, con le nostre azioni supportate dal vostro aiuto, a ridare la libertà e la dignità a 100 persone.

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"Sono consapevole che grazie agli sforzi, in primo luogo della mia famiglia e degli amici, e grazie al vostro contributo dall’esterno, mi avete tirato fuori dalla prigione. E per questo vi sono molto riconoscente". Ahmet Sik


Liberi grazie al vostro coraggio

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Teodora del Carmen Vasquez a febbraio e dopo aver trascorso ben 10 anni in carcere è stata finalmente rilasciata. Dal 2015 abbiamo lottato per difenderla e per chiedere la sua liberazione: era stata condannata a 30 anni per aver partorito un neonato morto. Oltre questa dolorosa esperienza, è stata accusata di aborto, che è illegale nel Salvador.

In Messico, Sergio Sànchez è stato rilasciato dopo otto anni trascorsi in carcere per un’accusa di omicidio basata su prove palesemente contraffatte e senza aver avuto un processo equo. I suoi legali sono convinti che il ruolo dei sostenitori di Amnesty sia stato fondamentale per ottenerne il rilascio.

In aprile abbiamo visto la liberazione di attivisti, giornalisti e bloggers detenuti in Etiopia, fra i quali Eskinder Nega, prigioniero di coscienza che, liberato da poche settimane dopo aver trascorso oltre sette anni in carcere, era stato nuovamente arrestato.

In Sudan 80 sostenitori dell’opposizione, difensori dei diritti umani e attivisti sono stati rilasciati a febbraio dopo un’intensa campagna per la loro liberazione portata avanti da noi e da altre organizzazioni, dopo che oltre 140 persone erano state fermate dai servizi segreti e di sicurezza.

In marzo, in Turchia, due dei tre giornalisti del quotidiano Cumhuriyet ancora detenuti, il redattore capo Murat Sabancu e il giornalista investigativo Ahmet Sik, sono stati rimessi in libertà dopo rispettivamente 494 e 435 giorni di detenzione.

La nostra campagna per la libertà della stampa turca “Free Turkey Media” si è attivata per la loro liberazione insieme a quella di altri giornalisti e lavoratori dell’informazione ingiustamente imprigionati nelle ore di caos seguite al fallito colpo di stato del luglio 2016.

Questi sono solo alcuni esempi di quello che siamo riusciti a fare con il vostro contributo.