11 febbraio: Video chat 'Iran: 32 anni di repressione' - Amnesty International Italia

11 febbraio: Video chat ‘Iran: 32 anni di repressione’

10 febbraio 2011

Tempo di lettura stimato: 3'

(8 febbraio 2011)

Venerdì 11 febbraio, in occasione del 32° anniversario del cambiamento di governo che portò alla creazione della Repubblica islamica di Iran, si terrà la video chat ‘Iran: 32 anni di repressione‘.

Interverranno Zara Tofigh portavoce italiana di Iran Human Rights, Marco Curatolo, giornalista e attivista per i diritti umani in Iran e Riccardo Noury, portavoce della Sezione Italiana di Amnesty International.

In questi 32 anni, impunità, arresti arbitrari, torture e altri maltrattamenti, così come l’utilizzo della pena di morte sono stati molto diffusi in Iran. Alcuni settori della società, tra cui le minoranze etniche, hanno subito numerose discriminazioni, mentre la situazione di altri gruppi, in particolare minoranze religiose, è notevolmente peggiorata. Spesso chi è stato in disaccordo con le politiche ufficiali, dichiarate o sottaciute, ha subito e continua a subire gravi limitazioni alla propria libertà di espressione, associazione e assemblea. Le donne continuano a essere discriminate sia nelle leggi che nella pratica.
 

Le contestate elezioni presidenziali del giugno 2009, che hanno visto la riconferma del presidente Ahmadinejad, hanno generato proteste in tutto il paese che sono state duramente represse dalle autorità. Secondo fonti ufficiali i morti sarebbero oltre 40, ma Amnesty International teme che siano molti di più. Le persone arrestate sarebbero almeno 5000; molte di loro hanno subito torture, abusi sessuali, processi farsa e condanne inique.
 
Venerdì 11 febbraio, dalle 15.30 alle 16.30, vieni su www.amnesty.it e partecipa alla video chat. I nostri esperti risponderanno in diretta alle tue domande, che puoi inviare già da ora all’indirizzo videochat@amnesty.it. 

Amnesty International chiede alle autorità della Repubblica islamica dell’Iran di tutelare i diritti umani fondamentali, di porre fine alla pena di morte e di garantire la libertà di espressione, come sancito dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l’Iran è stato parte.

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