Algeria, il Parlamento europeo chiede di agire per i diritti umani ed esprime solidarietà ai manifestanti - Amnesty International Italia

Algeria, il Parlamento europeo chiede di agire per i diritti umani ed esprime solidarietà ai manifestanti

27 Novembre 2020

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Il 26 novembre il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione d’urgenza sul “deterioramento della situazione dei diritti umani in Algeria, in particolare il caso del giornalista Khaled Drareni“, che il 15 settembre è stato condannato a due anni di carcere.

La risoluzione, la seconda dopo quella del 28 novembre 2019, è stata apprezzata da una serie di organizzazioni algerine e internazionali per i diritti umani, tra cui la stessa Amnesty International.

Oltre alle preoccupazioni per il deterioramento della situazione dei diritti umani, la risoluzione esprime solidarietà “a tutte le algerine e tutti gli algerini (…) che dal febbraio 2019 manifestano pacificamente” e sottolinea che “nel 2020 i movimenti per i diritti delle donne sono stati sempre più attivi nel denunciare la violenza contro le donne e hanno chiesto modifiche alle leggi esistenti per garantire piena uguaglianza“.

Inoltre, dopo aver condannato l’escalation di fermi e arresti arbitrari, la risoluzione chiede alle autorità algerine “la scarcerazione immediata e senza condizioni di Khaled Drareni e di tutte e tutti coloro che sono in prigione per aver esercitato i diritti alla libertà di associazione e di manifestazione e quello alla libertà d’espressione, online e offline, tra cui Yacine Mebarki, Abdallah Benaoum, Mohamed Tadjadit, Abdelhamid Amine, Abdelkrim Zeghileche, Walid Kechida, Brahim Laalami, Aissa Chouha, Zoheir Kaddam, Walid Nekkiche, Nourredine Khimoud e Hakim Addad”.

Il Parlamento europeo “rilancia la richiesta dell’Alta commissaria per i diritti umani delle Nazioni Uniti di rilasciare, considerando la pandemia da Covid-19 in corso, tutti i prigionieri politici e coloro che sono in carcere per aver espresso opinioni dissidenti” e “chiede alle autorità algerine di garantire la libertà di stampa e di porre fine agli arresti e alle detenzioni di attivisti politici, giornalisti, difensori dei diritti umani e tutti coloro che esprimono dissenso e critiche nei confronti del governo“.

Infine, la risoluzione chiede alle istituzioni e agli stati membri di “sostenere i gruppi della società civile, i difensori dei diritti umani, i giornalisti e i manifestanti anche mediante l’adozione di una posizione pubblica più decisa sul rispetto dei dritti umani e dello stato di diritto in Algeria“.

Il caso di Khaled Drareni

Khaled Drareni, rappresentante di Reporter senza frontiere per l’Algeria, corrispondente da Algeri per l’emittente francese TV5 Monde e fondatore e direttore del portale Casbah Tribune, è stato arrestato più volte per la sua attività professionale.

Arrestato il 27 marzo, il 10 agosto Drareni era stato giudicato colpevole di “minaccia all’integrità del territorio nazionale” e “istigazione a manifestazione non armata” e condannato in primo grado a tre anni di carcere.

Queste accuse non si riferiscono ad altro che all’attività professionale di Drareni, che ha seguito costantemente le manifestazioni del movimento di protesta “Hirak” che nell’aprile 2019 hanno costretto il presidente Abdelaziz Bouteflika a cedere definitivamente il potere.

Attraverso il suo lavoro di giornalista, ha raccontato le attività del movimento di protesta Hirak, documentando la violenza della polizia, intervenuta per reprimere le manifestazioni.

Le accuse contro di lui sono di “istigazione a un raduno disarmato”, nonostante stesse semplicemente facendo il suo lavoro di giornalista. È stato condannato a tre anni di carcere.

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