Arabia Saudita, confermata la condanna di Loujain al-Hathloul - Amnesty International Italia

Arabia Saudita, confermata la condanna di Loujain al-Hathloul

11 Marzo 2021

© Marieke Wijntjes / Amnesty International

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Il 10 marzo il tribunale penale speciale dell’Arabia Saudita ha confermato la condanna inflitta alla fine del 2020 all’attivista per i diritti delle donne Loujain al-Hathloul.

Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione dell’intento delle autorità saudite di stroncare ogni forma di dissenso. Invece di assolvere Loujain al-Hathloul da una condanna emessa al termine di un processo gravemente irregolare, hanno fatto capire ancora una volta che considerano l’attivismo pacifico alla stregua di un reato e le attiviste come traditrici e spie”, ha dichiarato Lynn Maalouf, vicedirettrice per il Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International.

Loujain al-Hathloul è una coraggiosa difensora dei diritti umani. Dovrebbe essere esaltata, non trattata come una criminale. Ha trascorso quasi tre anni in detenzione arbitraria subendo torture, molestie sessuali e periodi di isolamento. Questo verdetto mostra ancora una volta quanto sia vergognoso l’impegno che l’Arabia Saudita reitera pubblicamente di voler fare riforme nel campo dei diritti umani”, ha commentato Maalouf.

Chiediamo alle autorità saudite di annullare immediatamente la condanna di Loujain al-Hathloul e l’arbitrario divieto di viaggio imposto a lei e alla sua famiglia per cinque anni, nonché di assicurare riparazioni per la sua ingiusta e arbitraria detenzione e per le altre violazioni dei diritti umani che ha subito. Coloro che l’hanno torturata dovranno essere portati di fronte alla giustizia”, ha concluso Maalouf.

Ulteriori informazioni

Loujain al-Hathloul è stata arrestata nel maggio 2018 insieme ad altre 12 persone che avevano promosso campagne per i diritti delle donne.

Nel dicembre 2020 è stata condannata in primo grado a cinque anni e otto mesi di carcere, con sospensione di due anni e 10 mesi di pena, per “spionaggio in favore di elementi stranieri” e “cospirazione contro il regno”, solo per aver promosso i diritti delle donne e aver chiesto la fine del sistema del tutore maschile.

Nel febbraio 2021 è stata posta in libertà condizionata col divieto di viaggiare per cinque anni.