Bielorussia: Corte Suprema conferma condanne dei fratelli Kostseu - Amnesty International Italia

Bielorussia: Corte Suprema conferma condanne dei fratelli Kostseu

8 Giugno 2020

Tempo di lettura stimato: 2'

Approfondimento a cura del Coordinamento tematico sulla pena di morte. Per restare aggiornato iscriviti alla newsletter. Per consultare i numeri precedenti clicca qui.

La Corte Suprema della Bielorussia ha confermato la condanna a morte emessa il 10 gennaio scorso dal Tribunale regionale di Mogilev nei confronti dei fratelli Kostseu.

Stanislau e Illia sono stati giudicati colpevoli di aver ucciso la loro ex insegnante e vicina di casa, nell’aprile 2019.

Le condanne sono ora definitive.

A nulla sono valse le richieste degli avvocati di tener conto della giovane età (19 e 21 anni) dei due imputati e di una infanzia complicata, vissuta tra affidamenti e istituti dopo la morte del padre e la carcerazione della madre. Sul sito di Amnesty Regno Unito è attivo un appello lanciato dopo la condanna di gennaio. Secondo gli attivisti per i diritti umani, quattro persone sono attualmente detenute nel braccio della morte di Minsk. Nel 2019, sono state tre le esecuzioni in Bielorussia e tre le condanne capitali decise dai tribunali.

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cifre

I dati sulla pena di morte nel 2020

In totale 142 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica. 56 paesi mantengono in vigore la pena capitale, ma quelli che eseguono condanne a morte sono assai di meno.

Condanne a morte eseguite al 3 giugno 2020*

*questa lista contiene soltanto i dati sulle esecuzioni di cui Amnesty International è riuscita ad avere notizia certa. In alcuni paesi asiatici e mediorientali il totale potrebbe essere molto più elevato.

Dal 2009, Amnesty International ha deciso di non pubblicare la stima delle condanne a morte e delle esecuzioni in Cina, dove questi dati sono classificati come segreto di stato. Ogni anno, viene rinnovata la sfida alle autorità cinesi di rendere disponibili queste informazioni che si ritiene essere nell’ordine di migliaia, sia di esecuzioni che di condanne a morte.

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Altre notizie

Ghana – Il nuovo giudice della Corte Suprema, Clemence Jackson Honyenuga, ha chiesto lo scorso 11 maggio l’abolizione della pena di morte. “Dovrebbe essere sostituita con l’ergastolo senza possibilità di liberazione” ha dichiarato, “Ritengo che ci debba essere una iniziativa legislativa per abolire la pena di morte“. L’ultima esecuzione registrata in Ghana risale al 1993. Secondo il Servizio penitenziario del Ghana, lo scorso anno sono state condannate a morte otto persone portando così a 168 i detenuti nel braccio della morte.

Corea del Nord – Le autorità hanno messo a morte un uomo e sua moglie per aver tentato di fuggire dal Paese durante la quarantena per l’emergenza per il Covid-19. Lo ha riferito Radio Free Asia, citando fonti interne alla Corea del Nord. La coppia, proveniente dalla provincia di Ryanggang, vicino alla Cina, era stata fermata mentre cercava di scappare con il nipote adolescente attraverso il confine, che è chiuso da gennaio. Non sono stati sottoposti a processo e sono stati immediatamente fucilati. Il ragazzo ha evitato l’esecuzione in quanto minorenne. La fonte ha raccontato che “la coppia è stata torturata dal dipartimento di sicurezza provinciale per confessare di aver tentato la fuga con il nipote dopo essere stati contattati dal fratello della donna, che si trova in Corea del Sud“.

Mauritania – L’Unione generale delle donne mauritane ha chiesto l’applicazione della pena di morte contro gli autori di stupro nel paese, promulgando una legge in tal senso. La federazione ha dichiarato in una nota che il progetto di legge sulla violenza contro le donne, che è stato presentato dal governo mauritano, costituiva un importante punto di riferimento legale e legislativo, in quanto riconosceva il crimine di stupro. L’Unione ha invitato il legislatore a esaminare la questione per fermare le violazioni fisiche subite dalle donne e per fermare la discriminazione nei loro confronti, che deriva – sostiene l’Unione – da una cultura maschile che non ha nulla a che fare con le origini della religione islamica.

Stati Uniti – Il 20 maggio, Walter Barton, 64 anni, è stato messo a morte con un’iniezione letale in Missouri. L’uomo era accusato di aver ucciso, il 9 ottobre 1991, Gladys Kuehler, 81 anni, ma si è sempre dichiarato innocente. È la prima esecuzione che viene effettuata negli Usa dopo che in Texas, Ohio e Tennessee altre esecuzioni sono state rinviate per il coronavirus. L’avvocato di Barton e gli avvocati dei detenuti nel braccio della morte in altri stati hanno sostenuto che la pandemia impediva di condurre in sicurezza indagini approfondite per petizioni di clemenza e appelli dell’ultimo minuto. Gli avvocati hanno anche espresso preoccupazione per la stessa procedura di esecuzione, con la stretta vicinanza di testimoni e personale.

Brevi dal mondo

28 aprile – Tre uomini sono stati messi a morte dal gruppo militante Al-Shabaab nella regione somala di Galgadud per presunte attività di spionaggio. I tre sono stati identificati come: Ahmed Nurow Mohamed Herow (23 anni), che era stato giudicato colpevole di spionaggio per conto dell’amministrazione dello Stato del Sudovest e di aver guidato attacchi di droni degli Stati Uniti; Bashir Mohamed Dhagol (22), anche lui presumibilmente responsabile della guida di attacchi di droni Usa; e Bishar Ahmed Abdulle Holow (50), che avrebbe lavorato per l’amministrazione dello Stato di HirShabelle e spiato per conto degli Stati Uniti. Al Shabaab negli ultimi tempi ha aumentato le esecuzioni di persone accusate di essere spie del governo federale o di governi stranieri.

10 maggio – Il prigioniero politico curdo Saman Karimi è stato condannato a morte con l’accusa di “appartenenza al Partito Democratico Iraniano del Kurdistan. Lo ha reso noto l’organizzazione Hengaw. Karimi ha fatto appello. Secondo un rapporto ricevuto da Hengaw, Karimi è stato arrestato dall’intelligence a metà del 2018 e condannato a morte nell’inverno del 2019. Attualmente è detenuto nella prigione centrale di Sanandaj.

15 maggio – Un tribunale di Taiwan ha annullato la condanna a morte per omicidio e stupro che era stata emessa nei confronti di Hsieh Chih-hung, sulla base dei nuovi elementi presentati dall’Ufficio del Procuratore di Taiwan dopo la riapertura delle indagini. Hsieh era stato accusato di essere complice di Kuo Chun-wei negli omicidi di una ragazza soprannominata Chen, 18 anni, e di un uomo soprannominato Chang, 68 anni, commessi il 24 giugno 2000.

22 maggio – I figli del giornalista saudita Jamal Khashoggi, ucciso nel consolato di Riad a Istanbul il 2 ottobre del 2018, hanno deciso di “perdonare” gli assassini del padre, evitando quindi che venga attuata la pena capitale nei loro confronti. “Noi, figli del martire Jamal Khashoggi, annunciamo il perdono nei confronti di chi ha ucciso nostro padre, che sia in pace, con la speranza di ricevere una ricompensa da Dio misericordioso“, ha scritto su Twitter uno dei figli del giornalista. Lo scorso anno, cinque uomini sono stati condannati a morte da un tribunale saudita, mentre altri tre sono stati condannati a scontare 24 anni di carcere per coinvolgimento nell’assassinio di Khashoggi.

Buone notizie

Ciad – L’Assemblea nazionale ha approvato all’unanimità la nuova legge sul terrorismo che abolisce definitivamente la pena di morte, finora rimasta in vigore per i soli reati di terrorismo. Il provvedimento deve essere ora firmato dal presidente Idriss Deby Itno. Da quando la pena di morte era stata reintrodotta nel 2015, a seguito di attentati di Boko Haram, era stata applicata lo stesso anno nei confronti di 10 membri del gruppo islamista. Nel 2017, la pena capitale era già stata abolita per i reati comuni e mantenuta per quelli di matrice terrorista.

Stati Uniti d’America – L’8 maggio 2020 la corte d’appello del Texas ha sospeso l’esecuzione di Randall Wayne Mays, prevista il 13 maggio. La corte ha rinviato il caso a quella che lo aveva processato, affinché sia valutata l’asserita disabilità mentale. Mays è stato condannato a morte per un duplice omicidio avvenuto nel 2007. In passato la sua esecuzione era stata sospesa altre due volte. La Corte suprema federale nel 2002 ha vietato le esecuzioni di persone con disabilità mentale ma ha lasciato ampia discrezionalità ai singoli stati per stabilire i criteri d’accertamento.

Stati Uniti d’America – Il 15 maggio 2020 Johnny Lee Gates è stato scarcerato dopo aver trascorso 43 anni in carcere, 25 dei quali nel braccio della morte. Gates era stato condannato a morte nel 1977 dal tribunale di Columbus, in Georgia. La giuria lo aveva giudicato colpevole di rapina a mano armata, stupro e omicidio. La condanna era stata commutata in ergastolo nel 2003. Gli avvocati di Gates sono finalmente riusciti a convincere la Corte suprema della Georgia che il processo di primo grado, dal quale erano stati esclusi tutti i potenziali giurati neri, era stato viziato dalla discriminazione razziale. “Ci sono forti dubbi sulla tesi dello stato, secondo la quale Gates era colpevole“, si legge nella sentenza.

Stati Uniti d’America – Il 26 maggio 2020 una corte federale distrettuale ha annullato, per reiterata cattiva condotta della pubblica accusa nel processo di primo grado, il verdetto di colpevolezza e la condanna a morte emessa nel 2002 nei confronti di Ronald Prible, un cittadino del Texas giudicato responsabile dell’assassinio, avvenuto nel 1999, di una famiglia di cinque persone: marito, moglie e tre figli.

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