Crisi del Golfo: sei mesi dopo, le famiglie ancora pagano le conseguenze della disputa politica col Qatar - Amnesty International Italia

Crisi del Golfo: sei mesi dopo, le famiglie ancora pagano le conseguenze della disputa politica col Qatar

14 dicembre 2017

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Le vite di migliaia di residenti nei paesi del Golfo restano in bilico a seguito della disputa politica iniziata nella regione oltre sei mesi fa e ancora in corso.

Lo scorso mese Amnesty International ha incontrato 44 persone colpite direttamente dalla crisi e ha svolto colloqui con funzionari dei ministeri degli Interni, degli Esteri e degli Affari islamici del Qatar nonché con Comitato nazionale dei diritti umani, allo scopo di determinare l’impatto della crisi sui diritti umani.

“I timori che avevamo espresso a giugno per la possibile separazione dei nuclei familiari sono stati crudelmente confermati. Le misure adottate da Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati arabi uniti hanno violato i diritti alla vita familiare, all’istruzione e alla libertà d’espressione”, ha dichiarato Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche sul Medio Oriente di Amnesty International.

“In questo periodo, le autorità di quei paesi hanno fatto ben poco per alleviare la sofferenza delle persone colpite, tra cui molte famiglie miste che hanno sofferto drammatiche separazioni. La cosa probabilmente più preoccupante è non pare vi sia alcuna soluzione in vista”, ha aggiunto Maalouf.

Al termine della sua visita in Qatar, Amnesty International ha rilevato che l’impatto più grave della crisi si è concentrato su tre aspetti della vita delle persone.

Le limitazioni al movimento delle persone e delle famiglie di nazionalità mista

Centinaia di persone sono separate da mesi dai loro sposi, figli, genitori e altri parenti in violazione del diritto alla vita familiare. I cittadini del Qatar possono visitare i loro parenti solo se sono riusciti a ottenere un “lasciapassare” che descrive le ragioni “umanitarie” della loro visita. Questo documento è difficile da ottenere e non mitiga in alcun modo l’impatto sui diritti umani delle misure arbitrarie e collettive imposte a partire dal 5 giugno.

La libertà d’espressione

Chi in Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati arabi uniti ha osato criticare le misure adottate dai rispettivi governi è stato minacciato di dure punizioni, in un evidente e pericoloso attacco alla libertà d’espressione. Molte persone hanno riferito ad Amnesty International di aver timore di parlare al telefono coi loro parenti della crisi in corso, per timore di rappresaglie.

L’impatto dell’aumento dei prezzi sui lavoratori migranti

A seguito della crisi politica i prezzi dei generi alimentari sono aumentati mettendo in difficoltà i lavoratori migranti, più del resto della popolazione, a causa dei loro bassi livelli salariali. La scelta che sono obbligati a fare è tra mandare minori rimesse alle loro famiglie o fare una dieta più povera in Qatar.

FINE DEL COMUNICATO                                                                           Roma, 14 dicembre 2017

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