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In risposta alla notizia che l’attivista e scrittore egiziano Ahmed Douma è stato condannato a un anno di carcere al termine di un processo iniquo, Mahmoud Shalaby, ricercatore su Egitto e Libia di Amnesty International, ha dichiarato:
“Il nuovo e ingiusto ritorno in carcere di Ahmed Douma, a seguito di un processo iniquo, rappresenta un attacco devastante al diritto alla libertà di espressione. L’uso strumentale del sistema giudiziario penale contro Ahmed Douma e altre persone attiviste mette a nudo la campagna incessante del governo del presidente Abdel Fattah al-Sisi per soffocare il dissenso pacifico e restringere lo spazio civico”.
“Dopo aver già trascorso un decennio in detenzione arbitraria in condizioni crudeli e disumane, Ahmed Douma viene nuovamente punito sulla base di infondate accuse di ‘diffusione di notizie false’, unicamente per aver pubblicato un articolo e un post sui social media in cui criticava le condizioni di detenzione. La sua nuova condanna è esemplificativa del continuo uso improprio del sistema giudiziario penale da parte delle autorità egiziane per punire e scoraggiare il dissenso pacifico, distruggendo così la vita di migliaia di persone e delle loro famiglie”.
“Ahmed Douma è stato preso di mira esclusivamente per aver esercitato pacificamente i suoi diritti umani. Le autorità egiziane devono scarcerarlo immediatamente e senza condizioni, annullare questa condanna politicamente motivata e porre fine al persistente uso improprio del sistema giudiziario penale nei suoi confronti”.
“Il processo a carico di Ahmed Douma è stato caratterizzato da gravi violazioni del diritto a un equo processo. Il tribunale ha respinto le richieste della difesa di verificare le condizioni detentive descritte da Douma e di ascoltare testimoni ed esperti della difesa. Il processo si è svolto a porte chiuse, senza accesso per il pubblico”.
“Questa condanna rivela la vacuità delle grazie presidenziali concesse ad Ahmed Douma e ad altre persone nel 2023 e dimostra che gli attivisti scarcerati dopo lunghi periodi di detenzione ingiusta non sono al sicuro dal rischio di un nuovo arresto”.
Ahmed Douma è un noto poeta, scrittore e attivista egiziano che ha svolto un ruolo di primo piano nella rivoluzione del 25 gennaio 2011. Prima di essere scarcerato nell’agosto 2023 con una grazia presidenziale, aveva trascorso quasi dieci anni in carcere a seguito di un processo politicamente motivato. Dopo la sua scarcerazione, le autorità hanno continuato a utilizzare in modo improprio il sistema giudiziario penale per colpirlo, anche attraverso sette indagini separate condotte dalla Procura suprema per la sicurezza dello stato, un arbitrario divieto di viaggio e restrizioni all’iscrizione a corsi di studio postuniversitari.
La condanna odierna a un anno di carcere deriva da un articolo pubblicato il 25 marzo 2026 sul quotidiano Al-Araby Al-Jadeed riguardante l’impatto della detenzione ingiusta sulla stabilità dello stato, nonché da un post sui social media che criticava le condizioni di detenzione. Dal 6 aprile Ahmed Douma era in custodia cautelare nel carcere di Città del decimo Ramadan in condizioni restrittive, tra cui un numero di visite inferiore a quello consentito dai regolamenti penitenziari egiziani e l’esposizione continua a una luce intensa all’interno della sua cella.
Le sue proteste riguardo alla continua esposizione a una luce intensa nella sua cella, formulate durante un’udienza online sul riesame della sua custodia cautelare, non sono mai state oggetto di indagine.