Giappone, condannati due attivisti per l'ambiente - Amnesty International Italia

Giappone, condannati due attivisti per l’ambiente

8 settembre 2010

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Amnesty International ha chiesto al governo giapponese di proteggere il diritto di manifestare legittimamente dopo che un tribunale di Aomori ha condannato lunedì 6 settembre due attivisti di Greenpeace a un anno di carcere, con sospensione della pena per tre anni, per furto di carne di balena avvenuto nel 2008 e per violazione di proprietà.

Junichi Sato, 33 anni, e Toru Suzuki, 43 anni, hanno ammesso di aver rubato una cassa con 23 chili di carne di balena, ufficialmente destinata alla ricerca scientifica, ma hanno affermato di aver agito allo scopo di denunciare il grande problema del traffico di questa carne, che viene rubata da membri dell’equipaggio delle baleniere e venduta con sostanziosi profitti, come aveva riferito loro un noto pescatore di balene.

Dopo aver prelevato la cassa in un deposito di Aomori, i due uomini l’hanno rimessa ai procuratori di Tokyo e tenuto una conferenza stampa per presentare le prove di episodi di corruzione in questo settore. Non solo i pubblici ministeri non hanno preso misure contro le persone coinvolte,  ma la polizia ha invece arrestato Junichi Sato e Toru Suzuki, perquisito gli uffici di Greenpeace e le abitazioni del personale, confiscando documenti e hard disk di computer.

Amnesty International considera questo verdetto palesemente destinato a dare un avvertimento a tutti coloro che mettono in dubbio la posizione dello stato rispetto alla pesca delle balene. Inoltre, secondo l’organizzazione, i due attivisti avrebbero dovuto essere elogiati e non condannati per aver dato informazioni su episodi di corruzione, che le autorità non hanno preso in considerazione.

Le autorità devono avviare un’indagine indipendente, approfondita e imparziale sul trattamento riservato ai due attivisti; il primo ministro giapponese deve dichiarare espressamente che lo stato, compreso il sistema giudiziario, rispetterà il diritto degli attivisti, in particolare di quelli per l’ambiente come Sato e Suzuki, di partecipare ad attività pacifiche senza subire minacce o intimidazioni.

Comunicato stampa ‘Japan urged to protect right to protest after anti-whaling activists convicted’