Giordania, Covid-19: assistenza medica d’urgenza per i siriani a Rukban

Giordania, Covid-19: permettere assistenza medica d’urgenza per gli sfollati siriani a Rukban

8 Maggio 2020

Anadolu Agency

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Nel mezzo della pandemia da Covid-19, sono migliaia le persone a rischio per mancanza di assistenza medica di base a Rukban, tra Siria e Giordania, nell’area desertica conosciuta come “berm“.

Siamo particolarmente preoccupati per la mancanza di assistenza per le donne in gravidanza che hanno bisogno di un parto cesareo, costrette a spostarsi in un’area sotto il controllo delle autorità siriane per partorire. Le forze di sicurezza siriane impediscono poi a queste donne di fare ritorno al berm dalle proprie famiglie.

Nei primi mesi del 2015, decine di migliaia di siriani sfollati a causa del conflitto sono rimasti intrappolati in quella zona in condizioni di vita disperate. Attualmente, sono almeno 10.000 le persone senza alcun accesso a prodotti per la sanificazione o altri materiali di protezione contro la diffusione del Covid-19. Nell’unico centro medico del berm ci sono alcuni infermieri, un’ostetrica e nessun dottore.

Un centro medico del campo gestito dall’Unicef, presso il quale i residenti avrebbero potuto ricevere un’assistenza di base, è stato chiuso a metà marzo a causa della pandemia da Covid-19. L’ultima autorizzazione per un convoglio umanitario da parte del governo siriano risale a settembre 2019.

Le autorità giordane fanno bene a cercare di proteggere dal Covid-19 la popolazione che vive in Giordania, non possono però mettere a rischio le vite degli altri nel farlo“, ha dichiarato Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche sul Medio Oriente di Amnesty International.

L’unico centro medico rimasto nel berm non è assolutamente attrezzato per le cure di pronto soccorso o per trattamenti specialistici. Le donne incinte e altri pazienti che hanno bisogno di cure urgenti non hanno nessun posto a cui rivolgersi” – ha aggiunto – “Le autorità giordane devono permettere a coloro che hanno bisogno di cure mediche di avere accesso alle strutture in Giordania. Devono inoltre permettere che assistenza umanitaria e servizi essenziali possano raggiungere la zona“.

A marzo, la Giordania ha annunciato che non avrebbe permesso ai soccorsi di attraversare il proprio territorio per prestare assistenza e consegnare attrezzature mediche al berm, adducendo preoccupazioni per il Covid-19.

Sono quattro anni che alle persone nel berm mancano cibo, acqua potabile e farmaci e negli ultimi due anni la situazione è anche peggiorata. Il governo siriano e giordano devono assicurare urgentemente accesso all’assistenza umanitaria, senza alcuna restrizione“, ha concluso Lynn Maalouf.

Background

All’inizio del 2015, decine di migliaia di persone in cerca di salvezza dal conflitto siriano sono finite in una terra di nessuno conosciuta come “il berm“, al confine tra Giordania e Siria, vicino ai valichi di Rukban e Hadalat. Secondo stime dell’Onu, a partire dalla metà del 2015 il 75 per cento della popolazione del berm avrebbe fatto ritorno in Siria. Abbiamo precedentemente espresso preoccupazioni in merito all’accesso all’assistenza umanitaria, ai servizi sanitari e igienici all’interno del berm.