Giornata della memoria: necessario e urgente contrastare "volontari 'vuoti di memoria'" - Amnesty International Italia

Giornata della memoria: necessario e urgente contrastare “volontari ‘vuoti di memoria’”

27 gennaio 2019

Tempo di lettura stimato: 3'

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, in occasione della settantaquattresima Giornata della memoria del 27 gennaio, richiama alla necessità e all’urgenza di contrastare efficacemente i comportamenti discriminatori e violenti a cui stiamo assistendo.

Oggi più che mai è necessario e urgente contrastare in modo efficace quelli che possiamo definire dei volontari vuoti di memoria – ricorda Marchesi in una nota ufficiale: quelli che ci fanno dimenticare che noi italiani fummo un popolo di emigranti; quelli che tollerano le azioni violente di gruppi che si richiamano esplicitamente al fascismo; o quelli che fanno scrivere a rappresentanti delle istituzioni farneticanti post sul Gruppo dei Savi di Sion”.

La cattiveria e la ferocia che esponenti politici, imitati sempre più spesso da semplici cittadini, mettono ogni giorno in mostra nei confronti dei più deboli e vulnerabili, così come la pretesa che alcuni gruppi di persone, in quanto tali, non debbano avere accesso ai diritti – conclude Marchesi –, sono un segno dei nostri tempi che dobbiamo riconoscere nella sua estrema pericolosità e gravità”.

Giornata della memoria: le risorse educative

Riteniamo che l’Educazione ai diritti umani tra le nuove generazioni sia fondamentale per arginare la grave intolleranza e discriminazione a cui stiamo assistendo. In questi giorni dedicati alla memoria, ricordiamo che è disponibile online il percorso didattico contro la discriminazione “La persecuzione degli ebrei”, costituito da una guida per l’insegnante e un fascicolo studente (scuola secondaria di primo grado).

Nel percorso si vuole sottolineare, con forza, anche il ruolo che un’informazione e una lettura corretta della realtà e la lotta, quotidiana e instancabile, all’indifferenza possono giocare come possibili “antidoti” alla rappresentazione discriminatoria di interi gruppi di persone.