Omicidio Giulio Regeni: tutte le notizie e i fatti 2017 e 2016

Omicidio Giulio Regeni: le notizie del 2017 e del 2016

7 maggio 2016

@amnesty international italia

Tempo di lettura stimato: 4'

Sono trascorsi oltre tre anni dalla scomparsa e dall’uccisione di Giulio Regeni, il giovane ricercatore friulano il cui corpo senza vita venne ritrovato alla periferia del Cairo il 3 febbraio 2016.

In questa pagina abbiamo raccolto tutte le notizie sulla morte di Giulio che riguardano gli anni 2016 e 2017.

Questo è il nostro modo per chiedere con maggiore forza Verità per Giulio.

Qui tutte le ultime notizie aggiornate (2019-2018).

Omicidio Giulio Regeni: le notizie del 2017

25 gennaio 2017 – 365 giorni senza Giulio. Migliaia di persone in 24 città italiane scendono in piazza per ricordare la scomparsa di Giulio Regeni. Tra la manifestazione nazionale di Roma e le varie fiaccolate organizzate da Amnesty International Italia, tantissime persone scendono in piazza per il giovane ricercatore scomparso.

12 giugno 2017 – I legali dei Regeni mettono in mora la Procura egiziana. I legali dei Regeni mettono in mora la Procura egiziana, secondo l’Art. 77 del codice di procedura egiziano: la richiesta è l’accesso al fascicolo delle indagini, dopo mesi, ancora inesistente. La famiglia Regeni non ottiene neanche il numero del documento.

14 agosto 2017 – Si annuncia il ritorno dell’ambasciatore italiano al Cairo. La decisione viene presentata come frutto di una nuova intesa tra governo italiano ed egiziano per facilitare le indagini e con una promessa: la Procura egiziana invierà i video della metropolitana, ultimo luogo in cui Giulio viene visto prima della scomparsa.

5 settembre 2017 – La stretta del governo egiziano sui legali dei Regeni al Cairo. Il sito web dell’ECRF viene oscurato, l’Ong per la tutela dei diritti umani di cui fanno parte i legali dei Regeni al Cairo. Il 10 settembre Ibrahim Metwaly, che collabora con il team legale dei Regeni al Cairo, scompare in aeroporto. Metwaly viene arrestato per ordine dell’Egypt’s State Security Prosecution (SSP), il tribunale di sicurezza nazionale legato al ministero dell’Interno egiziano. Amnesty lancia l’appello per la scarcerazione.

14 settembre 2017 – L’ambasciatore italiano Giampaolo Cantini torna al Cairo.

9 ottobre 2017 – Ibrahim Metwaly resta in carcere. Il fermo per Metwaly viene convalidato di ulteriori 15 giorni. I rinvii da allora si moltiplicano. Ibrahim Metwaly è tuttora in carcere.

13 ottobre 2017 – Nasce la scorta mediatica per Giulio Regeni. La Federazione nazionale della stampa italiana presenta la scorta mediatica per Giulio Regeni. La scorta ha il compito di proteggere Giulio Regeni da attacchi e offese alla sua storia, alla sua dignità, alla sua limpidezza di comportamento e d’intenti e di tutelare i suoi difensori da attacchi alla loro sicurezza e incolumità.

Cosa chiediamo

Alla luce delle ultime ricerche di Amnesty International, chiediamo misure per porre fine alle sparizioni forzate, ai maltrattamenti e alle torture in Egitto.

Chiediamo di istituire una commissione d’indagine indipendente, che conduca indagini su tutte le accuse di sparizioni forzate, maltrattamenti e torture ai danni di detenuti da parte dell’Agenzia per la sicurezza nazionale, delle forze civili e militari di sicurezza, d’intelligence e di ogni altro genere.

Chiediamo che venga finalmente fatta luce sulla morte di Giulio. Chiediamo #veritàpergiulio

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"L'ho riconosciuto dalla punta del naso, Giulio non era in guerra, faceva ricerca e l’hanno torturato".

Paola Deffendi, febbraio 2016

Omicidio Giulio Regeni: le notizie del 2016

25 gennaio 2016 – Giulio Regeni, 28 anni, scompare al Cairo. Il giovane ricercatore italiano viveva in Egitto dove stava svolgendo un dottorato di ricerca sui sindacati indipendenti egiziani per conto dell’università di Cambridge. L’ultima volta viene visto alla fermata della metro, doveva incontrarsi con un amico.

3 febbraio 2016 – Il cadavere di Giulio viene ritrovato alla periferia del Cairo. Il corpo del giovane ricercatore viene rinvenuto seminudo, con visibili segni di tortura in un fosso alla periferia del Cairo. La madre, Paola Deffendi, dirà: “l’ho riconosciuto dalla punta del naso, Giulio non era in guerra, faceva ricerca e l’hanno torturato”.

8 febbraio 2016 – Amnesty International Italia rilascia la prima dichiarazione ufficiale: “Esprimiamo profonda solidarietà ai familiari di Giulio Regeni. La Farnesina deve sollecitare il governo egiziano a chiarire al più presto le modalità di questo drammatico episodio“; Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

Aprile 2016 – L’ambasciatore italiano al Cairo rientra in Italia. L’allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni richiama in Italia il nostro rappresentante diplomatico come forma di protesta verso la scarsa collaborazione egiziana nelle indagini sul caso della morte di Giulio.

24 aprile 2016 – La manifestazione degli attivisti a Milano. I partecipanti all’Assemblea generale e attivisti di Amnesty International Italia si incontrano in piazza della Scala, al centro di Milano, dove danno vita a una manifestazione per chiedere “Verità per Giulio Regeni”.

25 luglio 2016 – A sei mesi dalla scomparsa al Cairo, una mobilitazione per Giulio Regeni. I nostri attivisti insieme ad Antigone e alla Coalizione per le Libertà e i Diritti civili organizzano una mobilitazione in piazza della Rotonda, a Roma.

6 dicembre 2016 – L’incontro tra Pignatone il Procuratore generale egiziano. Il procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, incontra il procuratore generale della Repubblica Araba d’Egitto, Nabil Ahmed Sadek. In quell’occasione, Sadek stringe la mano ai genitori di Giulio che aspettano ancora la copia del fascicolo e annuncia: “È cosa fatta“.

Cosa chiediamo

Alla luce delle ultime ricerche di Amnesty International, chiediamo misure per porre fine alle sparizioni forzate, ai maltrattamenti e alle torture in Egitto.

Chiediamo di istituire una commissione d’indagine indipendente, che conduca indagini su tutte le accuse di sparizioni forzate, maltrattamenti e torture ai danni di detenuti da parte dell’Agenzia per la sicurezza nazionale, delle forze civili e militari di sicurezza, d’intelligence e di ogni altro genere.

Chiediamo che venga finalmente fatta luce sulla morte di Giulio. Chiediamo #veritàpergiulio

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