Guerra in Siria: migliaia di civili costretti a sopravvivere in condizioni durissime - Amnesty International Italia

Guerra in Siria: migliaia di civili costretti a sopravvivere in condizioni durissime

13 novembre 2017

© LOUAI BESHARA/AFP/Getty Images

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Gli accordi di “riconciliazione” tra il governo e i gruppi armati di opposizione hanno costretto migliaia di civili a sopravvivere in condizioni durissime.

Nella nuova ricerca “O andiamo via o moriamo: sfollamenti forzati a seguito degli accordi di ‘riconciliazione’ in Siria“, i nostri ricercatori denunciano le violazioni dei diritti umani derivate dalla campagna governativa di assedi, uccisioni e sfollamenti forzati.

Mentre l’obiettivo dichiarato del governo siriano era quello di sconfiggere i combattenti armati, il suo cinico uso della strategia ‘o resa o fame’ ha dato luogo a una devastante combinazione di assedi e bombardamenti che in quanto parte di un attacco sistematico e diffuso contro i civili costituiscono crimini contro l’umanità“, ha dichiarato in una nota ufficiale Philip Luther, direttore delle ricerche e dell’advocacy sul Medio Oriente e l’Africa del Nord di Amnesty International.

Tra agosto 2016 e marzo 2017, gli accordi di “riconciliazione” hanno causato lo sfollamento forzato di migliaia di abitanti di sei zone sotto assedio: Daraya, Aleppo Est, al-Waer, Madaya, Kefraya e Foua.

La nuova ricerca si basa su 134 interviste condotte tra aprile e settembre 2017 raccogliendo le testimonianze dirette degli sfollati che hanno subito assedi e attacchi, degli operatori umanitari, di esperti, giornalisti e funzionari delle Nazioni Unite. Visionate anche decine di video e analizzate immagini satellitari per corroborare le testimonianze dirette.

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Conflitto in Siria: bombardamenti, città assediate e sfollamenti forzati

Il rapporto descrive 10 attacchi contro aree residenziali di Aleppo tra luglio e dicembre 2016. L’analisi delle immagini satellitari ha mostrato come gli attacchi abbiano colpito lontano dalla linea del fronte, senza che vi fosse alcun obiettivo nei pressi, distruggendo centinaia di strutture tra cui appartamenti, ospedali e un mercato.

Anche i gruppi armati hanno ucciso e ferito centinaia di civili bombardando indiscriminatamente le città assediate di Kefraya e Foua, ricorrendo ad armi esplosive con effetti a largo raggio. Questi attacchi hanno violato il diritto internazionale umanitario e in molti casi hanno costituito crimini di guerra.

In base alle prove raccolte, il governo siriano e in misura minore gruppi armati di opposizione quali il Movimento islamico Ahrar al-Sham [Uomini liberi del Levante] e Hay’at Tahrir al-Sham [Organizzazione per la liberazione del Levante] hanno illegalmente assediato popolazioni civili, privandole di cibo, medicinali e altri beni di prima necessità e hanno portato a termine attacchi illegali contro centri densamente abitati.

A Daraya, al-Waer, Aleppo Est, Kefraya e Foua migliaia di persone sotto assedio sono state alla fine obbligate a lasciare le loro case a seguito degli accordi di “riconciliazione”. Di conseguenza, oggi vivono in campi improvvisati con scarso accesso agli aiuti e ad altri beni di prima necessità e in lotta per la sopravvivenza giorno dopo giorno.

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Conflitto in Siria: le nostre richieste

Tutti gli stati dovrebbero cooperare per porre fine alla sporca macchia sulla coscienza del mondo rappresentata dall’impunità in corso per questi crimini. Non c’è modo più semplice per farlo che fornire sostegno e risorse al Meccanismo internazionale, imparziale e indipendente istituito dalle Nazioni Unite per contribuire a indagare e a processare i responsabili – ha denunciato Luther –. Se il governo siriano e gruppi armati di opposizione come il Movimento islamico Ahrar al-Sham e Hay’at Tahrir al-Sham vogliono davvero la riconciliazione, allora devono porre immediatamente fine a queste pratiche illegali, togliere gli assedi e cessare di attaccare le migliaia di civili ancora sotto assedio in tutta la Siria”.

“Mentre la comunità internazionale sposta l’attenzione sugli sforzi per la ricostruzione, Amnesty International chiede a tutti i soggetti che possono esercitare influenza, in particolare Russia e Cina, di assicurare che ogni forma di assistenza finanziaria destinata alle aree dove sono avvenuti sfollamenti forzati rispetti il diritto delle vittime alla restituzione delle loro abitazioni, dei loro terreni e delle loro proprietà così come quello al ritorno volontario e in condizioni di sicurezza e dignità”, ha concluso Luther.

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Conflitto in Siria: immagini e testimonianze

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