Hate speech contro le donne: al via il nuovo monitoraggio - Amnesty International Italia

Hate speech contro le donne: al via il nuovo monitoraggio

25 novembre 2019

@ Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images

Tempo di lettura stimato: 3'

A pochi mesi dalla presentazione dei dati emersi dal secondo Barometro dell’odio, ha preso il via la terza edizione del progetto, il cui focus verterà su genere, identità di genere e orientamento sessuale.

Hate speech contro le donne: i risultati dell’analisi 2019

Stando ai dati emersi dal secondo Barometro dell’odio, presentato nel luglio 2019, il tema dei diritti delle donne scatena discorsi d’odio nel 4,2% dei casi, immediatamente dopo i temi relativi a immigrazione e minoranze religiose.

In un caso su tre (oltre il 30%), il tema genera contenuti offensivi e/o discriminatori anche gravi, pur se non costituenti discorso d’odio.

Nelle discussioni online monitorate è stato, inoltre, notato che quasi uno su due commenti e/o risposte degli utenti ai post o tweet sul tema, è offensivo o discriminatorio, con molti degli attacchi di natura sessista.

Hate speech contro le donne: il nuovo monitoraggio

La nuova edizione del Barometro dell’odio ha come oggetto del monitoraggio i contenuti pubblicati sulle piattaforme social Facebook e Twitter relativi a un campione di personaggi influenti nel panorama nazionale.

Novità di questa terza edizione è l’inclusione, accanto ai politici di spicco dei vari schieramenti politici del panorama italiano, di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport, per studiare, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, l’odio online basato su genere, identità di genere e orientamento sessuale.

La rilevazione che durerà quattro settimane e si servirà, come nelle precedenti edizioni, dell’utilizzo di algoritmi per la raccolta dei dati e dell’impegno degli attivisti del territorio, coinvolti nella valutazione dei contenuti e supportati da esperti nell’ambito di hate speech, sarà presentata all’inizio del 2020.
I dati raccolti sono funzionali a un’analisi interdisciplinare volta a contribuire alla riflessione sul fenomeno dell’odio online e allo sviluppo di risposte e strumenti adeguati anche sotto il profilo legislativo.

Barometro dell'odio - Elezioni europee: i risultati

La ricerca completa

Diffuso, ma selettivo. Spesso aizzato da un linguaggio al limite dell’incitamento all’odio e alla violenza. Queste le caratteristiche dell’odio online che ha pervaso la campagna elettorale 2019 per il Parlamento europeo.

Più di 1 contenuto su 10 (il 11,5%) dei 100.000 post, tweet e commenti valutati nell’ambito di questo monitoraggio è risultato essere offensivo e/o discriminatorio o hate speech. Limitandoci al solo hate speech incontriamo circa 1 caso ogni 100 contenuti.

Per approfondire consulta il rapporto.

Barometro dell'odio: le elezioni 2018

Scarica la ricerca

Dall’8 febbraio al 2 marzo 2018, per la prima volta 600 attivisti hanno monitorato i profili social – Facebook e Twitter – di tutti i candidati ai collegi uninominali di Camera e Senato delle coalizioni di Centrosinistra, Centrodestra, del Movimento 5 Stelle e di Liberi e uguali; dei candidati presidenti delle regioni Lazio e Lombardia e dei leader.