Il Parlamento europeo: “Senza consenso è stupro”

28 Aprile 2026

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Reagendo al voto del Parlamento europeo su un rapporto che chiede, ancora una volta, una definizione di stupro basata sul consenso valida in tutta l’Unione europea, Dinushika Dissanayake, vicedirettrice regionale di Amnesty International per l’Europa, ha dichiarato:

“Amnesty International accoglie con favore la relazione odierna del Parlamento europeo, che lancia un altro inequivocabile appello per una definizione di stupro basata sul consenso in tutta l’Unione europea”.

“In un momento in cui le cronache sono piene di storie di ‘accademie dello stupro’ online e reti organizzate di violenze sessuali su minori, e in cui persone sopravvissute come Gisèle Pelicot compiono grandi sforzi per raccontare le loro storie e sensibilizzare sulle violazioni subite, questo appello dovrebbe risuonare con forza nelle menti dei decisori politici dell’Unione europea”.

“La ‘cultura dello stupro’, sostenuta e perpetuata da miti dannosi e stereotipi di genere, tenta di normalizzare e persino giustificare la violenza sessuale nelle nostre società. Una donna su sei nell’Unione europea subisce violenza sessuale in età adulta e una su 10 sarà vittima di stupro nel corso della propria vita”.

“Oltre a una definizione basata sul consenso, promuovere una cultura del consenso in tutta l’Unione europea dipenderà da un approccio intersezionale e incentrato sulle persone sopravvissute, da un’educazione sessuale completa, da campagne di sensibilizzazione pubblica e programmi di prevenzione”.

“La Commissione europea deve ora proporre una legislazione per stabilire una definizione di stupro basata sul consenso in tutta l’Unione europea. Gli stati membri dell’Unione europea che non lo hanno ancora fatto dovrebbero inoltre allineare rapidamente la loro definizione di stupro a quella della Convenzione di Istanbul”.

Ulteriori informazioni

Per anni Amnesty International ha condotto campagne affinché le legislazioni e le politiche nazionali adottassero una definizione di stupro basata sul consenso. In molti paesi sono state registrate alcune vittorie, grazie alle persone sopravvissute e alle persone attiviste che si sono battute affinché i cambiamenti nella legge e negli atteggiamenti sociali si basassero su una semplice verità: il sesso senza consenso è stupro.

Nel 2018, quando Amnesty International ha analizzato per la prima volta le leggi in Europa, solo otto paesi avevano definizioni legali di stupro basate sul consenso. Da allora, altri 13 paesi hanno adottato leggi basate sul consenso: Croazia, Cechia, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Slovenia, Spagna e Svizzera. In alcuni paesi, tra cui Svezia e Spagna, la legge include l’approccio “solo sì è sì”, secondo il quale le persone esprimono attivamente la volontà di avere rapporti sessuali in una varietà di modi verbali e non verbali.