In una piccola cittadina della Russia c'è un'attivista che difende i diritti Lgbt

In una piccola cittadina della Russia c’è un’attivista che difende i diritti Lgbt

21 giugno 2018

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Non voglio e non ho mai voluto lasciare Samara o la Russia. Sono un patriota e faccio tutto il possibile per rendere migliore la vita nel mio paese. 

Sono le parole di Oksana Berezovskaya, la prima persona da chiamare se sei gay e ti ritrovi alla stazione di polizia nel cuore della notte a Samara, una delle cittadine russe nelle quali si stanno svolgendo i mondiali 2018.

Situata sulle rive del fiume Volga, 600 miglia a sud-est di Mosca, Samara era nota per la sua intolleranza molto prima che il Cremlino cominciasse a spingere il suo programma socialmente conservatore.

Da quando il presidente Vladimir Putin ha firmato una legge nel 2013, il divieto di “propaganda gay” è peggiorato per la comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender in Russia.

È nelle zone dal cuore conservatore come Samara che la comunità Lgbt è maggiormente a rischio, con gli attivisti che sono sovraesposti per il loro lavoro.

Il telefono di Oksana Berezovskaya coordinatrice legale di Avers, l’unica organizzazione per i diritti Lgbt della città, non smette mai di suonare.

Nata e cresciuta qui, Berezovskaya è stata a lungo aperta sulla sua sessualità, ma non è diventata un’attivista finché non è stata approvata la legge sulla propaganda gay.

Quella legge ci ha reso come gli schiavi nell’antica Roma, cittadini di seconda classe“, racconta Berezovskaya.

L’attivista lavora spesso dal centro Volga, un centro comunitario recentemente aperto da Avers. Situato in un edificio volutamente anonimo in una zona residenziale della città, è uno dei pochi spazi sicuri rimasti.

Samara è la mia città natale e mi piace moltissimo. La città e l’area circostante hanno molto da offrire: le alte sponde del fiume con le loro viste mozzafiato sul Volga, le vecchie strade e il terrapieno, la riserva naturale di Samarskaya Luka e le Alture di Zhiguli sono piene di antiche leggende.

Mi sento particolarmente bene all’aria aperta. Mi piace stare da sola, vagando tra le colline dove posso pensare o staccare dal lavoro. Ma sono le persone, non i luoghi, a ispirarmi di più, compresi molti difensori dei diritti umani dalla Russia e colleghi di organizzazioni internazionali, sia Lgbti che persone eterosessuali”.