Iran, campione di wrestling rischia di essere messo a morte - Amnesty International Italia

Iran, campione di wrestling rischia di essere messo a morte

11 Settembre 2020

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Amnesty International ha sollecitato le autorità iraniane a rendere noto dove si trovi e in quale situazione giuridica si trovi Navd Afkari, il campione di wrestling che rischia di essere messo a morte in tempi brevi.

Le ultime informazioni risalgono al 6 settembre, quando Afkari è riuscito a telefonare ai suoi familiari dicendo che si trovava nella prigione di Adelabad, situata nella città di Shiraz, prima che la comunicazione venisse interrotta.

Altri due parenti di Afkari, i fratelli Vahid e Habib, si troverebbero nella stessa prigione.

Navid Afkari è stato arrestato il 17 settembre 2018 per l’omicidio di un agente dell’intelligence iraniana, ucciso un mese e mezzo prima a Shiraz. Un tribunale rivoluzionario lo ha doppiamente condannato a morte per i reati di qesas (reato di sangue che merita vendetta) e di moharebeh (atti ostili contro Dio).

Per lo stesso omicidio e per reati contro la sicurezza nazionale riferiti alle proteste nazionali di gennaio e agosto 2018, i fratelli Vahid e Habib Askari sono stati condannati rispettivamente a 56 anni e sei mesi e a 24 anni e tre mesi, con la pena aggiuntiva per entrambi di 74 frustate.

I tre fratelli sostengono di essere innocenti e di essere stati costretti a “confessare” sotto tortura.

Il 5 settembre, in uno dei consueti video di propaganda, la tv di stato ha mandato in onda la “confessione” di Navid Afkari.

Nelle ultime settimane il ricorso di Afkari contro la condanna alla pena capitale è stato respinto in modo sommario dalla Corte suprema. Data l’abitudine delle autorità iraniane di mettere a morte persone in località segrete dopo averle prelevate dai centri di detenzione ufficiali, Amnesty International teme che Afkari possa avere lo stesso destino.

Per questo motivo, l’organizzazione per i diritti umani ha rivolto un appello agli organismi delle Nazioni Unite che si occupano di diritti umani e agli stati membri dell’Unione europea affinché intervengano per salvare la vita di Afkari.